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5 curiosità sulla Pizza che non sapevi

5 curiosità sulla Pizza che non sapevi

January 17, 2022 SocialStation 4 min read 2 views

La pizza, il cibo più amato e consumato in tutto il mondo nasce nel XVI secolo a Napoli

Il nome deriva dalla storpiatura della parola “pitta” ed in origine era coperta con salsa bianca, solo dopo molti anni viene creata la Marinara, circa nel 1734, mentre la pizza Margherita nasce negli anni 1796-1810.

La pizza verace napoletana è anche diventata patrimonio immateriale dell’Unesco, una tradizione lunga più di un secolo è stata premiata a livello mondiale.

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Tutti più meno sappiamo dove e come è nata la pizza, vero? Facciamo un piccolo riepilogo e poi passiamo alle curiosità che invece non tutti sanno.

La pizza moderna, come la conosciamo oggi, è nata a Napoli nel 1889 grazie a Raffaele Esposito e sua moglie Rosa Brandi, titolari di una pizzeria a via Sant’Anna di Palazzo, per omaggiare la Regina Margherita, moglie di Re Umberto I, prepararono un pizza tricolore a base di pomodoro, basilico e mozzarella. Era ufficialmente nata la Margherita.

Prima di Google

 A metà degli anni 90, prima di creare Google, Sergey Brin mise in piedi un servizio che permetteva di ordinare la pizza via internet sfruttando il fax dei ristoranti.

Fu un grande fallimento che, come ha raccontato lui stesso, ma se avesse funzionato, forse oggi non avremmo Google.

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La stampante 3D per fare la pizza

La Anjan Contractor di Austin, Texas, ha ricevuto 125,000 dollari dalla NASA per sviluppare il prototipo di una stampante 3D in grado di stampare il prodotto, miscelando alcuni alimenti in polvere e l’acqua.

Se funzionerà, verrà data in dotazione agli astronauti impegnati nelle lunghe missioni spaziali.

Airport Pizza

Fino a un paio di anni fa la pizzeria Airport Pizza nella città di Nome, in Alaska, spediva le pizze con l’aereo ai villaggi vicini, sprovvisti di pizzeria. Per ottimizzare i viaggi, erano necessarie almeno 30 ordinazioni (a 10 dollari l’una).

Il teorema della pizza

Come tagliare una margherita senza far torto a nessuno? È un dilemma che affligge molti divoratori di pizza di tutto il mondo (ma meno in Italia, dove la pizza non si divide).

Semplice, basterebbe tagliarla passando dal centro. Ma non sempre è possibile, perché il centro è difficilmente calcolabile, per superare il problema due matematici hanno escogitato un metodo scientifico riassunto nell’immagine e spiegato qui.

L’effetto pizza

In sociologia si parla di questo effetto quando un fenomeno locale ha successo prima all’estero che nel paese d’origine, dove torna da protagonista in un secondo momento.


Il primo a parlarne fu nel 1970 l’antropologo Agehananda Bharati per spiegare come la popolarità dello yoga e delle discipline orientali in occidente avesse contribuito a farle conoscere anche in patria.

Secondo lui anche il mix di acqua, sale e farina aveva vissuto lo stesso destino, diventando famosa prima negli Usa e poi in Italia.

Diamo i numeri

La produzione giornaliera in tutto il Paese è di 8 milioni di pizze, che diventano oltre due miliardi in un anno e portano a un fatturato di 15 miliardi di euro che, con il valore dell’indotto, supera i 30 miliardi.

Per quanto riguarda le attività coinvolte nel settore, si parla di quasi 127 mila imprese che vendono pizza sparse sul territorio italiano, di cui 76.357 sono veri e propri esercizi di ristorazione, 40 mila sono ristoranti-pizzerie e circa 36.300 sono invece bar-pizzerie.

I consumatori italiani, invece, continuano a preferire i sapori della tradizione: vince la pizza tradizionale su quella “gourmet” per 8 italiani su 10.  Solo il 6,2% dei clienti preferisce – per gusto personale o per motivi di salute – le pizze speciali, biologiche o senza glutine.

E tu quale gusto preferisci? Se vuoi qualche consiglio per fare delle foto instagrammabili della tua pizza preferita, clicca qui