Affido culturale è un progetto per i bambini che non hanno la possibilità di fare tutte quelle esperienze necessarie alla loro crescita.
Visitare un museo, andare al cinema o frequentare una libreria sono attività culturali spesso non alla portata di tutti i bambini, il progetto di welfare culturale minorile attivo a Napoli, Roma, Bari e Modena è arrivato anche a Milano.
Non sempre la cultura è accessibile a tutti, e soprattutto non sempre i bambini piccoli hanno la fortuna di avere una famiglia o dei genitori in grado economicamente, ma non solo di accompagnarli in un museo, a teatro, al cinema, o semplicemente a fare un giro tra gli scaffali di una libreria.

Invece grazie ad Affido culturale adesso una persona single, una coppia o un genitore che abitualmente portano i propri figli nei luoghi culturali, possono organizzare l’uscita con una famiglia che altrimenti non li frequenterebbe.
Come funziona
L’ obiettivo è creare nuove forme di relazione e nuove opportunità culturali da condividere , le famiglie possono arrivare già abbinate, perché magari hanno un figlio in comune a scuola
Dopo l’affidamento a un’altra famiglia e un breve percorso di conoscenza, la coppia di famiglie attraverso un’app sceglierà in autonomia l’offerta culturale che preferisce.

Come partecipare al progetto
Le città che partecipano ad Affido Culturale hanno un capogruppo cittadino a cui rivolgersi nel caso vogliate partecipare.
- Roma: Casa dello Spettatore | affidoculturale.roma@gmail.com – 351 988 2078
- Napoli: Con La Mano del Cuore | affidoculturale.napoli@gmail.com – 327 855 9833
- Bari: Fondazione SAT | affidoculturale.bari@gmail.com – 351 122 7065
- Modena: PopBrains | affidoculturale.modena@gmail.com – 059 867 7814
- QUI potete candidarvi per l’Affido culturale a Milano.
L’obiettivo, adesso, è quello di allargare ulteriormente la rete delle città italiane che hanno aderito al progetto, in modo tale da permettere a quante più famiglie e soprattutto bambini di avere accesso a esperienze culturali di vario tipo.
Così la cultura non sarà più un appannaggio riservato a pochi, ma diventerà, in nome dell’inclusione e della coesione sociale, un tesoro destinato a tutti, anche a chi i tesori non può sempre permetterseli.