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AIDS – La ricerca ci sta salvando

AIDS – La ricerca ci sta salvando

December 01, 2022 SocialStation 6 min read 2 views

La Giornata mondiale contro l’AIDS – organizzata dall’UNAIDS, il Programma delle Nazioni Unite per l’HIV e l’AIDS – ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e riportare i riflettori su un’epidemia di cui si parla, ormai, troppo poco e in termini spesso sbagliati.

L’UNAIDS, ogni anno, sceglie un tema diverso, attorno al quale costruire il racconto della Giornata mondiale. Per il 2022, si è scelto di parlare di “Equalize” (“Equilibrio”), per porre l’attenzione sulle disuguaglianze con le quali l’epidemia viene affrontata nelle diverse aree del mondo.

Winnie Byanyima è il direttore esecutivo dell’UNAIDS e spiega così la scelta:

“Possiamo porre fine all’AIDS se poniamo fine alle disuguaglianze che lo perpetuano. In occasione della Giornata mondiale dell’AIDS, è necessario che tutti si impegnino a condividere il messaggio che tutti trarranno beneficio quando affronteremo le disuguaglianze. Per mantenere tutti al sicuro, per proteggere la salute di tutti, abbiamo bisogno di Equilibrio”.

HIV o AIDS

Almeno in Italia, la conoscenza è ancora limitata, per colpa soprattutto di scarsa informazione e stigma, a tal punto che non è raro sentir confondere AIDS e HIV. Non se ne conoscono le differenze, non si sa dal punto di vista clinico cosa sia l’uno e cosa l’altro.

HIV è la sigla, dall’inglese, di Human Immunodeficiency Virus, cioè virus dell’immunodeficienza umana. È un virus che attacca i linfociti T di tipo CD4, indebolendo l’intero sistema immunitario e rendendolo più vulnerabile a malattie determinate da altri virus o batteri.

Le modalità di trasmissione sono soprattutto tre: sessuale, che è la più diffusa; ematica, attraverso lo scambio di siringhe infette o trasmissioni di sangue infetto; dalla madre al figlio, durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

L’AIDS – Acquired Immune Deficiency Syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita – è la malattia infettiva causata dal virus HIV.

Qualche dato

Il Centro Operativo AIDS, dell’Istituto Superiore di Sanità, ha comunicato che nel 2021 sono state registrare 1770 nuove diagnosi di infezione da HIV. Con un’incidenza di 3 nuovi casi per 100.000 abitanti, l’Italia si pone al di sotto della media europea, che è di 4,3 nuovi casi per 100.000 abitanti.

Ma la mancata educazione alla prevenzione fa sì che si arrivi alla diagnosi solo in presenza di sintomi o patologie correlate. Un terzo di chi scopre di essere HIV positivo ricorre al test solo dopo aver avuto rapporti sessuali senza preservativo o dopo accertamenti per altre patologie.

Antiretrovirali

La terapia antiretrovirale, oggi, è in grado di ridurre la quantità di virus nel sangue e in tutti i fluidi corporei, eliminando anche il rischio di trasmissione ad altre persone.

Si parla di U=U, Undetectable = Untransmittable, cioè Non rilevabile = Non trasmissibile. È stato dimostrato dalla ricerca scientifica che una persona sieropositiva, se segue la terapia e ha una carica virale non rilevabile, non può nemmeno trasmettere il virus alle partner o ai partner con cui ha rapporti sessuali non protetti.

PrEP e PeP sono, poi, due strumenti a disposizione delle persone sieronegative, per evitare la contrazione del virus.

La PrEP (Profilassi pre-esposizione) consiste nell’assunzione di un farmaco prima e dopo un rapporto a rischio HIV ed evita la trasmissione del virus. È un valido aiuto per le coppie sierodiscordanti, quelle in cui un o una partner è sieropositivo e l’altro o l’altra no.

La PeP (Profilassi post-esposizione) consiste nella somministrazione di farmaci contro l’HIV entro poche ore un rapporto o un episodio a rischio e, come nel caso della PrEP, impedisce la riproduzione del virus nel corpo e quindi la sua contrazione.

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