David Tito Lainè autore emergente ha scritto il suo primo libro dal titolo: “ Anno 2.68: la Rèunion”. Appassionato di fantascienza, si è approcciato al mondo della scrittura per gioco.
L’idea di David per scrivere un libro

“ Il mio romanzo inizialmente doveva uscire come un fumetto!”
David ha molte passioni e tra queste spicca anche quella per i fumetti e il disegno
“ Ho incontrato persone esperte del campo e mi hanno fatto capire che la storia doveva prendere altre forme! E’ piaciuta molto, ma nel campo della fumettistica il lavoro è maggiore!”
Il libro nasce dopo un periodo di convalescenza dell’autore
“ Sono rimasto in casa per un periodo di tempo ed ho iniziato a vedere molte serie tv e film! Così ho deciso di inventare qualcosa che avrei voluto vedere ed è nata l’idea di scrivere il mio primo romanzo!”
Il genere scelto da David per il suo libro
“Il genere è fantascientifico! La storia è ambientata in un futuro della Terra, ma è un futuro distopico, in un tempo non definito e c’è un po’ di biomeccanica, robot e pirati! Ho giocato anche mischiando un po’ i generi tra di loro!”
David quando scrive si lascia trasportare dalla storia
“Quando scrivo lascio che la storia mi porti verso direzioni che non ho ancora visto!”
Anche se la scrittura non è sempre stato il suo sogno
“Non ho mai detto di voler fare lo scrittore da grande! Però mi ha sempre affascinato questo mondo, infatti, quando ero scolaro ero rimasto affascinato dai poeti maledetti, ma il vero approccio con la scrittura l’ho avuto da grande!”
La pubblicazione del libro
“Sono partito con inviare il mio manoscritto a più case editrici, dove passati i soliti sei/ sette mesi, se non ti risponde nessuno vuol dire che il libro non è stato “apprezzato”! Nel passare di questi mesi, ho visto che c’era un concorso su una piattaforma di autopubblicazione, dove al vincitore spettava un percorso assistito da degli esperti! Così ho deciso di mandare tutto in pubblicazione, ma non ho vinto, ma il libro è rimasto comunque sulla piattaforma!”
David ha cercato chi potesse aiutarlo nel perfezionare al meglio il suo libro
“Alla fine mi sono affidato ad un editor che mi ha aiutato a rivedere la parte della forma del romanzo e adesso riuscirò con la seconda edizione e mi riproporrò alle case editrici!”
Il libro di David

Il romanzo fantascientifico: “Anno 2.68: la Rèunion”, racconta la storia di René che si risveglia in un mondo che conosceva solo in parte in cui la guerra tra Sottostanti e Superficiali sussiste. Così si trova a dover dare una nuova chiave di lettura alla sua vita sin qui vestita da profonde bugie, e scandita da involucri biomeccanici, nuove religioni, unioni di stati e radicali divisioni dei ceti sociali.Attraverso incontri e deduzioni fatte tra camere virtuali, paesaggi vagamente familiari e stressando l’Ora_memoria, scoprirà essere il fulcro di una lunga e aspra faida dei restanti membri della sua famiglia.
“Mi piace molto Christopher Nolan come regista, che a mio parere è uno dei maestri a livello di narrativo dell’intreccio temporale e ho voluto dare, al mio romanzo,un’impronta più o meno simile alla visione di un film!”
David ha utilizzato nel suo libro la tecnica dello sbalzo temporale, infatti, nel libro, ci sono scene che si ripetono più volte nel corso della storia.
L’ispirazione per scrivere il libro
“ Mi sono ispirato a tante cose! Per quanto riguarda l’utilizzo della linea degli sbalzi temporali mi ispiro molto al regista Christopher Nola, ma mi sono ispirato anche ad altro: tipo il libro “Seta” di Baricco. Un’altra mia grande ispirazione è stato Herbert con il suo libro Dune!”
I social
“ I social sono stati fondamentali per me, perché dove non sono arrivato con il passa parola della piattaforma sulla quale ho pubblicato il mio libro, se non avessi utilizzato i social non avrei avuto un riscontro come quello che ho attualmente! Così ho scoperto un mondo molto intricato e profondo che non pensavo esistesse!”
Un consiglio per i nuovi autori emergenti
“ Il primo ostacolo di un autore emergente è lo stesso autore! La cosa principale è non pensarci troppo, perché comunque sia, parlo anche per esperienza personale, se avessi dovuto dare retta a tutti i miei pensieri non avrei mai pubblicato, bisogna buttarsi in questo mondo altrimenti non lo si capisce!”