Il diario di una studentessa in Erasmus è in realtà il diario di Martina Mazzeo.
25 anni, vive a Milano e nella vita lavora come hostess di bordo sui treni.
Il viaggio e la scrittura sono i fili conduttori della mia vita
Anche nella vita sono riuscita a trovare un lavoro che mi permettesse di viaggiare.

Quanto c’è di te nella protagonista del libro
Ginevra , protagonista del Diario di una studentessa in Eramus è un po’ il mio alter ego.
Per scrivere questo libro mi sono ispirata alla mia esperienza in Erasmus avvenuta ormai 4 anni fa .
Durante questa esperienza ho tenuto un diario che aggiornavo giorno per giorno e una volta tornata in Italia ho pensato di scriverci un libro.
Un po’ per raccontare la mia esperienza e un po’ per raccontare cos’ è l’ Erasmus, soprattutto perchè quando parti non sai bene cosa aspettarti.
Le aspettative
Io immaginavo di andare in Eramsus, studiare e divertirmi , di vivere un film di quelli che inizia bene e finisce bene.
Invece mi sono scontrata con la realtà del vivere da sola.
Ci sono sia gli aspetti belli come conoscere persone nuove provenienti da tutto il mondo, scoprire te stesso ma devi anche imparare a cavartela da sola e non è per niente facile.
Passare da un ambiente protetto in ci sono i tuoi genitori al preoccuparsi di tutto a fare la spesa, preoccuparti della tua salute, è tutta un’ altra cosa ed aiuta a crescere.
Da scrivere a pubblicare
Una cosa è scrivere il diario dell’Erasmus ed un’ altra è pubblicare un libro.
Da una cosa intima, solo mia, come il diario sono passata a scrivere un libro, come una testimonianza che ho voluto condividere con gli altri, che puo’ servire come spinta e come esempio.
Speravo che potesse servire anche ad altri a trovare il coraggio, a farsi un’idea di cosa significa partire,lasciare casa e fare un’ esperienza di studio o anche lavorativa in un ambiente diverso .
Un diario che è anche una guida per giovani Erasmus.
Visto che si parte sempre non sapendo bene di cosa si tratta, ho voluto realizzare una guida tramite l’esperienza di Ginevra, la protagonista del mio libro.
I Lettori
Ho ricevuto tanti feedback positivi dai lettori, alcuni mi hanno detto che leggere la testimonianza di Ginevra era come parlare o confidarsi con un’ amica, altri mi hanno dato una grande soddisfazione dicendomi che
Il mio libro gli ha dato il coraggio di partire o di iscriversi al programma Erasmus
Per me è un’ esperienza che va fatta per uscire di casa e scoprire il mondo che c’è fuori.
E’ un modo per crescere e capire davvero come funziona il mondo, ci si affaccia alla vita com’è realmente.
E tu come hai trovato il coraggio?
Non era nei miei pieni, studiando lingue ho pensato che il modo migliore di imparare era andare fuori,
Ho deciso che dovevo cavarmela da sola senza l’ aiuto di nessuno, infatti erano veramente pochi i momenti in cui chiamavo casa o chiedevo ai miei genitori di raggiungermi.
Nel diario infatti si vede proprio quanto la protagonista cresce ed impara a farcela da sola
Il lavoro e la scrittura
Trovo sempre il modo di scrivere qualcosa, anche dopo una giornata di lavoro.
Ho la passione per la scrittura da quando ero piccola, ho scelto la forma del diario perchè fin da bambina scrivo diari .
In quelle pagine mi confido, racconto i miei pensieri e le giornate. Oltre ad essere un modo di imparare a scrivere è anche terapeutico.
Se hai voglia di parlare puoi mettere i tuoi pensieri su carta e questo ti aiuta a rielaborare a capire come ti senti, come stai affrontando il tuo percorso di crescita, qualcosa di intimo e personale che faccio da tanto tempo.
Il diario
Il diario è il tipo di scrittura che preferisco , che si ispira a fatti di vita anche se in modo romanzato .
Sia come scrittrice che come lettrice mi piace quando i libri parlano di storie vere o ispirate alla realtà.
Curiosità sul libro
Quando sono tornata dall’ Eramsus spesso raccontavo le mie avventure agli amici ed ho deciso di metterle su carta, nessuno si aspettava che davvero diventasse un libro, è stata una sorpresa un po’ per tutti.
Il finale del libro è molto particolare, molti mi chiedono se la storia è andata davvero cosi anche nella realtà, ma questo è un segreto che confido solo a chi ha letto il libro.
Consigli per giovani scrittori
Il primo consiglio è di scrivere sempre anche se ti dicono che la scrittura non porta da nessuna parte o che è difficile pubblicare.
Scrivere questo diario mi è stato utile anche per superare la nostalgia da Eramsus, perchè alla fine del percorso ti prende quella malinconia per tutti i bei momenti vissuti e per l’indipendenza conquistata. L’ho scritto prima di tutto per me.
Ai giovani autori dico di è non ascoltare chi prova a scoraggiarli ma scrivere soprattutto per se stessi.
Scrivere un libro non è come lo immaginiamo, è un lavoro lungo.
Non si pubblica e si diventa famosi , anche trovare la casa editrice giusta a cui affidarsi non è facile e spesso bisogna scendere a compromessi.
Non si pubblica e si guadagna subito, deve essere per forza una passione a muovere il desiderio di condividere con gli altri la tua storia.
Il rapporto con i social
Li utilizzo molto perchè più che rappresentare il mio libro rappresento anche me stessa raccontando qualche episodio che mi accade.
Aneddoti che suscitano la curiosità dei lettori, recensioni di chi ha apprezzato il libro e anche racconti di ciò che vivo oggi, non solo quello che ho scritto nel Diario di una studentessa in Erasmus.
Scrivere è stata una crescita , come pensi di essere cresciuta e cosa è cambiato in te?
Sono cresciuta sotto molti punti di vista, ho acquisito maggiore consapevolezza di me stessa.
Parlare in pubblico anche se virtualmente, mi aiuta a superare la timidezza e a crescere anche sotto questo punto di vista.
Un conto è pubblicare un libro e restare anonimi un conto è metterci la faccia.
Sarebbe bello anche parlarne in pubblico dal vivo, leggere pezzi del mio diario insieme ai lettori e confrontarmi con loro, ma fin ora a causa dell’emergenza sanitaria non è stato possibile.

Diario di una studentessa in Erasmus è una guida, un viaggio con un’amica , che arriva al momento giusto per chi ha voglia di provare l’esperienza Erasmus come un modo per mettersi in gioco, crescere e trovare il coraggio di buttarsi nelle braccia della vita.
