La Generazione C è il futuro delle community on line, infatti possiamo definirli i “ consumatori connessi”.
Non c’è un limite di età per appartenere alla Gen C ma aver integrato la tecnologia nella propria routine quotidiana.

Questo non significa solo essere connessi, ma essere attivi e coinvolti nelle community online, come ad esempio le community di Whatsapp, i commenti nei social network o le recensioni ai prodotti o ai servizi ricevuti online.
Chi appartiene alla Generazione C non solo è costantemente online, ma crea e cura contenuti nuovi di cui gli altri utenti possono utilizzare
Altri fattori importanti sono: i luoghi di appartenenza, di provenienza, il grado di istruzione, le esperienze personali che individualmente si mettono in campo.
Che vuol dire Gen C
A seconda della persona a cui ci rivolgiamo, la C si riferirsce a “collaborazione”, “community”, “computerizzato” e “contenuti”, ma fa riferimento anche alla connettività.

Qual è l’età della Generazione C?
Ecco un aspetto di importanza fondamentale: è una questione di mentalità non di età.
L’appartenenza a questa categoria non è definita nemmeno dallo stato socio-economico, dall’etnia, dall’area geografica di residenza né dai classici marcatori demografici.
La Generazione C non rientra nei classici canoni di ricchezza o povertà, centro o periferia, giovinezza o vecchiaia ma è definita dal concetto di connettività
La Gen C e il mondo
La Generazione C vive nel mondo digitale: passano dal portatile al tablet allo smartphone, sono connessi in ogni istante, spesso su diverse piattaforme.
L’aspetto più importante è legato al modo in cui utilizza i dispositivi, cioè come strumenti di partecipazione, non di consumo passivo.
Lo streaming video e i social media occupano la maggior parte del tempo che i membri di questa generazione passano online.
Invece di affidarsi alle fonti di informazione tradizionali, si informano dai feed dei social media: stream basati su algoritmi in Facebook, Twitter, LinkedIn e altri network che aggiungono le preferenze di amici e follower.
Rispondere e interagire con commenti, emoji, testo e tweet è importante quanto leggere e guardare.
Creare contenuti è importante quanto usufruirne. Ogni cosa è curata, personalizzata, ottimizzata.

La trasformazione digitale, insieme a tutti i cambiamenti culturali che hanno accompagnato il boom della connettività, ha annullato le barriere anagrafiche tradizionali.
La verità è che la Generazione C è dappertutto: vi appartengono tantissimi Millennial, ma anche membri delle Generazioni X e Z, e persino i cosiddetti “Baby Boomer”.