Il visto per i nomadi digitali è già disponibile in diversi paesi e presto arriverà anche in Italia, ma come ottenerlo?
Il fenomeno dei WFH Travels ( working from home) è in costante aumento.
Lavorare da casa ci permette di farlo in qualsiasi parte del mondo, basta solo un computer e una buona connessione a internet.

A favorire la tendenza, poi, ci sono i Paesi nel mondo che, attraverso iniziative e agevolazioni hanno lanciato delle vere e proprie campagne per attirare l’attenzione degli smart worker.
Tra le novità più interessanti, c’è quello del visto per i nomadi digitali, uno strumento per portare sempre più lavorati in territori stranieri.
Cos’è il visto per i nomadi digitali?
Il visto per nomadi digitali è un tipo di documento per quei lavoratori che possono svolgere da remoto le loro mansioni e attività lavorative.
Visto che non devono rispettare il vincolo degli uffici fisici, i nomadi digitali possono muoversi liberamente. Possono, quindi, affidarsi a Internet per comunicare con clienti e colleghi.
Il fenomeno dei nomadi digitali sta crescendo velocemente e i Governi di tutto il mondo stanno iniziando a introdurre nuove strutture giuridiche per consentire l’ingresso e il soggiorno di questo tipo di viaggiatori.
In particolare, le Autorità stanno istituendo visti innovativi che consentono ai nomadi digitali di lavorare in un Paese straniero.
Grazie a queste novità normative, è possibile per i nomadi digitali lavorare e vivere in Paesi stranieri nel rispetto delle norme vigenti in materia di lavoro e immigrazione della nazione ospitante.
Un’opportunità, questa, che molti Paesi hanno accolto in questo particolare momento di crisi, offrendo dei visti speciali per chi lavora da remoto.
I digital nomad visa, permettono ai lavoratori di vivere e lavorare sul territorio straniero per un determinato e limitato periodo di tempo.
I Paesi che offrono il visto per i nomadi digitali
L’Estonia ha fatto da apripista tra voto online e X Road, la nazione dell’Europa settentrionale è da sempre tra le più digitalizzate. Così, con l’avvento della pandemia, il Paese ha deciso di puntare sui lavoratori da remoto il digital nomad visa.
Anche Dubai ha lanciato il suo programma per consentire ai lavoratori da remoto di vivere sulla famosa megalopoli nel deserto. Il visto per i nomadi digitali messo a disposizione dal Paese consente di trasferirsi sul territorio anche con la propria famiglia e di avere accesso a tutti i servizi pubblici.

Il visto per i nomadi digitali messo a disposizione dall’Islanda, invece, è valido per 90 giorni. Per ottenerlo occorre essere dei lavorati freelance oppure essere dipendenti di un’azienda situata al di fuori del Paese.
Anche il Portogallo, che rientra tra le mete preferite dei nomadi digitali, ha messo a disposizione un visto di soggiorno temporaneo per lavoratori indipendenti e imprenditori, con possibilità di rinnovo fino a 5 anni.
I vantaggi
I vantaggi di lavorare da un’altra parte del mondo sono tantissimi: la possibilità di conoscere nuove culture, di trascorrere il tempo in una meta “da vacanza”, di confrontarsi con altri lavoratori e di ridurre lo stress vivendo in territori dove la natura è assolutamente protagonista.

Non avendo più il vincolo dell’ufficio e della postazione fissa, quella che si apre a molti lavoratori è un’opportunità unica, quella di lavorare senza smettere di viaggiare.
Come ottenere il visto
Come abbiamo visto, la selezione dei Paesi dove è possibile iniziare la propria esperienza da nomadi digitali è già piuttosto ampia e in continuo aumento.
Che siate lavoratori autonomi, o dipendenti in smart working, non fa differenza: i territori sopra elencanti vi stanno aspettando.
Alcuni Paesi impongono un reddito annuale dimostrabile, altri invece, come Dubai, chiedono un guadagno mensile di almeno 5.000 dollari. Quasi tutti, inoltre, richiedono un’assicurazione sanitaria con una copertura per tutto il periodo di permanenza.
Prima di scegliere la destinazione in cui vivere e lavorare per un determinato periodo di tempo, però, è necessario informarsi sulle condizioni di base per ottenere il visto.
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