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ITALIAMENTE – IL FESTIVAL CHE UNISCE

ITALIAMENTE – IL FESTIVAL CHE UNISCE

October 28, 2022 SocialStation 8 min read 2 views

ITALIAMENTE è il primo Festival italiano in Cantabria, in cui sono rappresentate la musica, l’arte, la cultura e la gastronomia dell’Italia e le sue regionalità.

Simone Corvatta , promotore ed organizzatore dell’evento, con l’Associazione Amici Miei Cantabria e il Comune di Santillana del Mar hanno organizzato il 22 ottobre 2022 ‘ITALIAmente’, l’opportunità per stare insieme e condividere la cultura italiana con chi vive in Cantabria.

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L’obiettivo di ITALIAMENTE

Obiettivo del Festival è far conoscere la cultura italiana in Cantabria in tutti i suoi aspetti, facendo attenzione a non cadere negli stereotipi e creando un circuito culturale che durante i giorni del festival faccia conoscere la ricchezza delle sue Regioni.

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Foto di Simone Corvatta

Come riportato dal Comune, si tratta di creare un “Italia in Cantabria” attraverso gli italiani che vivono e sviluppano la loro attività culturale imprenditoriale nella comunità. 

Un viaggio aperto per conoscere la lingua, la cultura e la gastronomia italiana attraverso gli italiani della Cantabria.

La prima edizione del Festival

In questa prima occasione ci sano state tantissime attività, presentazioni di libri, tavole rotonde, musica e gastronomia. 

Foto di Simone Corvatta

Uno sforzo comune, un popolo in cammino, che ha dato il meglio si se per concretizzare questo evento di cui la comunità è giustamente orgogliosa.

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Foto di Simone Corvatta
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Foto di Simone Corvatta

Il racconto di Simone Corvatta

Lungo la costa del nord a volte tira un vento che non ti spieghi.

Arriva da sud, passa la Cordigliera e si getta gagliardo verso il mare. Questo vento non lo puoi prevedere. Le sue raffiche calde soffiano a tratti.

Ci sono aerei che smettono di volare, restano in pista e aspettano che passi. Le barche non prendono il largo e la baia resta vuota come nei giorni di pioggia, solo che tutta increspata qua e là continuamente sotto un sole che si vela di nuvole che poi passano e scompaiono.

In una di queste giornate, nella pittoresca cittadina medievale di Santillana del Mar, sabato mattina quattro gazebi venivano aperti sulla pista da ballo del parco del Revolgo, accanto a un parcheggio ancora vuoto di macchine.

L’esito della giornata era dettato dai capricci del vento, ma, quando di prima mattina uno sparuto gruppo di improbabili lavoratori, carichi di pacchi e scatoloni cominciavano a fare i primi viaggi per allestire la festa, un grosso tricolore già sventolava come un lenzuolo appeso a un filo, accarezzato e schiaffeggiato dal vento

Dall’altra parte del mare, verso quella che ancora chiamavano casa, su al Quirinale nasceva un governo.

Però le preoccupazioni quella mattina erano altre. C’era chi montava le casse, chi sistemava i tavoli, chi riempiva i frigoriferi, chi allestiva gli stand… liguri, siciliani, lombardi e toscani, marchigiani e pugliesi, laziali, e poi venezuelani, spagnoli.

Era una festa di nomi e città, di gente diversa ma con qualcosa in comune.

Foto di Simone Corvatta

C’era quel verde, quel bianco e quel rosso che abbracciava tutti e li accomunava. Chi per nascita, chi per famiglia o chi solamente per il cuore o per una passione, l’Italia se la portavano dentro, ovunque andassero. E quella mattina avevano deciso di condividerla con quanti l’amavano o, curiosi, per lei simpatizzavano

Italiamente, questo è il nome del Festival che un gruppo di amici, Amici Miei italiani in Cantabria, ha organizzato per amore al proprio Paese, per la voglia di viverlo assieme a chi durante tanti anni li aveva accolti nella propria comunità, lassù nel nord della Spagna.

Prima ancora che ogni tavolo fosse pronto e imbandito un gruppo di bambini, riunito nel parco del museo Jesús Otero, di fianco alla bellissima collegiata di Santillana del Mar, seduti in cerchio nel prato e con occhi sognanti ascoltavano fiabe e racconti di cantastorie che narravano di terre lontano e di animali fatati, di amicizia e coraggio, di mamme e papà e di fratelli e sorelle.

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Intanto, nelle bellissime sale del museo, in cerchio attorno alla maestra romana, che da anni aveva viaggiato per il mondo sorprendendo con la sua arte di yoga aereo spettatori ammaliati, altri bambini e bambine imparavano i passi, i gesti, e ridendo apprendevano giocando.

Quindi era arrivato il turno di spostarsi di nuovo al parco dove le cucine da campo allestite erano pronte a dare il via al proprio lavoro, con apertivi, panini, focacce, pizze, porchetta, salumi, formaggi e vini delle terre d’Italia.

Prodotti semplici e genuini preparati con gusto e allegria in un ambiente amichevole e di festa. Non importava quel vento che passava e ogni tanto spostava tutto, apriva le pagine dei libri dello stand di Ali Ribelli Edizioni e faceva correre qua e là ad afferrare il palo di un gazebo prossimo a volare o scompigliare attorcigliandolo il gran tricolore.

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Foto di Simone Corvatta

La voglia di condividere e stare assieme era più forte, e attorno al saluto delle assessore comunali e regionali al turismo e alla cultura di Santillana del Mar e del Governo della Cantabria, e  si è dato il via ufficiale a una giornata che sarebbe rimasta impressa a lungo per le contrade verdi e collinari della comarca di Santillana del Mar in Cantabria a un due passi da Santander.

Inevitabile per la cultura italiana è la sua gastronomia, sia in forma elaborata di ricette tradizionali per cui si richiedono preparazioni lunghe ore e ore di fornelli lenti e forni a basse temperature, sia in forma semplice, come quella usata quando assieme alla propria famiglia e agli amici si va a scampagnare fuori porta approfittando di una giornata autunnale di sole.

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Così è stato, seduti sui tavoli, sul prato, o al riparo delle chiome degli alberi questo piccolo incontro si è convertito in un’agape di familiarità e cultura.

Sì, perché la cultura del cibo, così importante, non è passata solo attraverso il gusto ma anche tramite le parole di un viaggio nella storia raccontato ai commensali sull’origine e l’evoluzione, nonché l’importanza, dell’Aperitivo in Italia.

Abitudine e momento in cui si incrociano idee, si abbracciano amici, ci si distende dalla giornata e si ricomincia più ricchi.

Il tutto accompagnato da una musica mitica che spaziava dagli anni settanta ai giorni nostri, colonna sonora di un’Italia che cambia, evolve, cresce e si diffonde.

Alla cultura del cibo immancabile è anche quella del caffè, che grazie alle tazze e agli aromi di Illy ha offerto a tutti un momento di pure piacere amaro, tostato e conciso.

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A quel punto, mentre i bimbi si riunivano in un grande gazebo per giochi, e attività, momenti di arte in cui imparavano a fare la pasta, e con la pasta giocare, colorare, disegnare e riproporre quell’immenso immaginario di fantasia di cui sono portatori e futuri pilastri di una società che cambia e passa i confini per crescere uniti tutti come fratelli e sorelle, dall’altra si ritornava al museo Jesús Otero per un incontro di lingua.

Professori della EOI di Santander (Escuela Oficial de Idiomas), del CIUC (Centro de Idiomas Universidad de Cantabria), della scuola Euskaditalia di Bilbao e autori di libri per la didattica dell’italiano, grazie alla tecnologia direttamente da Montecatini Terme, si sono seduti assieme a uno stesso tavolo e hanno chiacchierato assieme sul Parlare italiano nel nord della Spagna.

Un dibattito che ha toccato tutti i punti, dalla didattica all’offerta formativa per poi soffermarsi sull’importanza dell’italiano lingua per un’Italia cultura il cui mezzo principale e preferito da tutti è il viaggio nel Bel Paese.

Il risultato dell’incontro è stata la necessità di condividere eventi, esperienze e di tornare a valorizzare il viaggio, dopo la pandemia, come mezzo privilegiato di insegnamento e condivisione. .

Solo attraverso il viaggio e l’incontro si può raggiungere l’autenticità, conoscere l’altro e affrontare qualsiasi tipo di vento cambiante

Alla tavola rotonda è seguita poi la presentazione della traduzione del libro “Leyendas Sardas” di Grazia Deledda, autrice fondamentale, prima donna vincitrice del premio Nobel in Italia e pioniera del femminismo internazionale, e della pubblicazione del libro “La Senda de los Dioses” del gaetano Jason Forbus.

L’incontro con l’autore ha presentato un’Italia poco conosciuta, di storie antiche ma sempre attuali, di incontri tra popoli diversi che nell’umanità ritrovano il punto in comune e la passione per la “ricerca” dell’altro.

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Mentre fuori il tempo cambiava, al vento si alternava la pioggia, alla fine di tutto è tornato il calore, consegnando alla piccola comunità di italiani in Cantabria e a tutti quelli innamorati della bellissima terra, una serata tranquilla in cui per un momento sembrava gustare le calde serate d’estate.

Il Festival si è concluso con un brindisi collettivo degustando i prodotti dell’Etna e ballando alle ultime note di una Raffaella Carrà sempre presente nei cuori e nei pensieri degli italiani in patria e fuori di essa.

Lì a Santillana del Mar mentre i venti cambiavano secondo il capriccio del tempo, un gruppo di amici è riuscito a mantenere vivo il tricolore, quello vero, fatto di fraternità e di incontro, di condivisione e amicizia, di voglia di stare assieme, di portare la bellezza ovunque la vita, nei remolini del suo scorrere intenso, sparge e diffonde chi l’Italia la porta sempre nel cuore. .

Alla fine, non importa quanto cambiante il vento possa essere e la desolazione che apporta nel mare e tra le chiome degli alberi.

Dove c’è un pugno di amici, là c’è un pilastro su cui appendere e sorreggere qualsiasi bandiera