L’impatto dell’AI nelle scuole ha di recente sollevato delle riflessioni sul processo educativo degli alunni che utilizzano l’intelligenza artificiale a scuola.
Secondo dati forniti da Turnitin, più di 22 milioni di composizioni scolastiche potrebbero essere state almeno parzialmente redatte da strumenti di AI generativa nell’ultimo anno.
Il sistema introdotto da Turnitin ha l’obiettivo di individuare i testi scritti dall’intelligenza artificiale, utilizzando un vasto corpus di documenti studenteschi e testi generati da AI.
Tuttavia, il fenomeno non riguarda solo gli studenti: anche la pubblicazione di articoli accademici sottoposti a revisione paritaria è stata influenzata da questa tendenza.
L’arrivo di ChatGPT nelle scuole
L’avvento di ChatGPT, un chatbot di OpenAI capace di sintetizzare informazioni e fornire risposte rapide, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla possibile scomparsa dei temi scolastici autentici.
Tuttavia, l’AI generativa non è immune da difetti, come la tendenza a produrre informazioni errate o a replicare pregiudizi.
La sfida per gli insegnanti è garantire che gli studenti utilizzino l’AI generativa in modo etico e trasparente.
Se da un lato alcuni docenti hanno adottato misure creative per rilevare l’uso non autorizzato di queste tecnologie, dall’altro ci sono casi in cui gli insegnanti stessi hanno incorporato l’AI nei processi di valutazione.

Individuare i testi creati con l’AI
Individuare l’uso dell’AI generativa è complesso, poiché i testi risultanti possono apparire originali.
Inoltre, la proliferazione di strumenti AI come ChatGPT e word spinner rende la situazione ancora più sfuggente. Turnitin ha aggiornato il proprio strumento per rilevare anche i word spinner e i testi modificati da servizi come Grammarly, ampliando così la sua capacità di individuare la manipolazione dei testi.
Tuttavia, gli strumenti di rilevamento non sono esenti da errori e possono introdurre bias, soprattutto nei confronti degli studenti non madrelingua.
Alcune università hanno temporaneamente sospeso l’uso di tali strumenti a causa di rischi di falsi positivi e di possibili discriminazioni.
Secondo Annie Chechitelli di Turnitin, gli strumenti di rilevamento dovrebbero essere utilizzati come supporto per avviare discussioni significative tra studenti e insegnanti sull’etica e sull’uso responsabile dell’AI generativa.
Resta essenziale definire chiaramente i confini tra l’uso lecito e illecito di queste tecnologie nell’ambito educativo.
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