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L’isola che non c’era…e che grazie all’impegno adesso c’è

November 18, 2020 SocialStation 4 min read 2 views

La storia della Cooperativa L’isola che non c’era di Cosenza sta facendo il giro del web e presto arriverà molto più lontano, perchè vi starete chiedendo, cos’ha di cosi speciale?

E’ molto semplice, è una storia nata dall’esigenza. Queste sono le prime parole di Iolanda Cerrone Presidente della Cooperativa quando le abbiamo chiesto…ma come è successo?

Una storia nata dall’esigenza di fare qualcosa per il suo team di insegnanti e mamme ma anche per i ragazzi che si sono ritrovati a casa improvvisamente a causa di questa nuova ondata di emergenza sanitaria. Cosa possiamo fare per le donne del nostro staff, si è chiesta Iolanda, imprenditrice, insegnante e mamma a sua volta quindi in primis coinvolta in questa situazione…e siccome è una che non si arrende ha pensato di dedicare uno spazio dei suoi 1000 mq di struttura ai figli delle sue dipendenti. “Figli in Dad” si chiama questa iniziativa che permette ai ragazzi dell’infanzia e delle medie di Cosenza e dintorni di poter seguire le lezioni a distanza, dalla Cooperativa in cui lavorano le mamme in modo che possano continuare a lavorare senza lasciare i figli a casa.

Non è la prima iniziativa del genere, già qualche tempo fa L’isola che non c’era aveva messo a disposizione uno spazio per lo smartworking per le mamme e lavoratrici che seguivano i bimbi per l’inserimento a scuola. In modo da poterli seguire da vicino e non trascurare il lavoro. E’ evidente che su quest’ “isola” c’è molto di più del rapporto dipendente e datore di lavoro, sono più di un team , potremmo dire che sono proprio una famiglia. Gli stessi alunni vengono seguiti nell’età più importante che va dagli 0 ai 6 anni, l’età in cui ti fai un’idea del mondo ed essere seguito da figure amorevoli di insegnanti che vanno oltre il semplice trasmettere nozioni è molto importante sia per la formazione ma soprattutto per la crescita. E poi le soddisfazioni arrivano visto che, come racconta il Presidente, anche a 18 anni i ragazzi vanno ancora a trovarle e credo sia un grande attestato di stima.

La Cooperativa esiste dal 2004, ha iniziato in uno spazio di 150 mq e adesso questo progetto è cresciuto insieme a tutto il team e sono diventati grandi, non solo come dimensioni della struttura ma proprio come attività e servizi che offrono sul territorio.

Figli in Dad è una cosiddetta “buona prassi”, un progetto da cui tante altre aziende possono prendere spunto e può rappresentare una soluzione pratica e immediatamente applicabile per andare incontro alle difficoltà di gestione delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.

Ma cosa ne pensano i ragazzi di questa grande aula collettiva?

Gli alunni sono stati entusiasti perchè nonostante fosse una classe mista, in cui ognuno faceva la sua lezione, si sono potuti sentire parte di un gruppo, di una grande famiglia e scambiare durante le pause qualche chiacchiera nel rispetto delle normative per contrastare l’emergenza covid.

A proposito di emergenza, Iolanda Cerrone ci racconta che proprio a Settembre hanno riaperto con una grande festa all’aperto per tutti i bambini , per accoglierli al meglio dopo tanti mesi di stop, adesso la volontà principale è poter tornare in sicurezza appena questa fase di lockdown cosi stringente sarà finita.

Perchè la Dad è più una didattica di emergenza, più che una modalità didattica vera e propria perchè va oltre le conoscenze e il nozionismo, gli insegnanti in questo momento hanno un compito di responsabilità anche rispetto al fatto che sono un punto di riferimento per i ragazzi, il più importante dopo la famiglia.

Secondo Iolanda Cerrone la professione di insegnante è un lavoro privilegiato in quanto stare con i bambini ti consente di passare le giornate con una forma di leggerezza che altri lavori non ti danno, il loro sorriso, ci dice, ti da la carica ed è per loro che si impegna anche con il supporto di Confcooperative per riaprire quanto prima in sicurezza.

Il 20 Novembre, ci ricorda il Presidente de L’isola che non c’era, è la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia, mai ci saremmo immaginati che il diritto all’istruzione fosse cosi strettamente connesso al diritto alla salute, ma quest’anno più che mai il Governo e le Istituzioni devono impegnarsi per la sicurezza degli alunni, in particolar modo in un territorio cosi martoriato come la Calabria.

Siamo certi che quest’iniziativa arriverà lontano fino a far sentire forte la voce di chi ha creduto in un progetto ed è cresciuto insieme a lui ed è pronto a crescere ancora per supportare gli alunni e le famiglie della Regione che per Iolanda Cerrone è stata un’ opportunità e lei a sua volta sta rimettendo in circolo quell’amore che ha per il suo lavoro al servizio della comunità.