Pompei , uno dei siti archeologici più importanti, continua a sorprendere il mondo. In questi giorni infatti c’è stato l’ incredibile ritrovamento di due corpi che tentavano di fuggire dalla pioggia di cenere e lapilli ma, come molti di loro, sono rimasti intrappolati. I due scheletri sono perfettamente intatti ed è per questo che i calchi hanno restituito la forma esatta dei corpi delle vittime. La scoperta è tra le più importanti della storia dell’archeologia pompeiana.
Gli scheletri sono stati ritrovati nel corso degli scavi nella località Civita Giuliana, a circa 700 m a nord-ovest di Pompei, nell’area della grande villa suburbana già oggetto di numerosi ritrovamenti, e ancora altri se ne faranno visto che ci sono ancora 22 ettari di terreno da scavare.
Stupisce anche la tecnica di calchi che è stata utilizzata per ricreare la forma dei corpi, ma cos’ha di particolare?
E’ la stessa che Giuseppe Fiorelli nel 1867 iinventò e sperimentò.
Dalle prime analisi sembra che la prima vittima, con il capo reclinato e denti e ossa del cranio visibili, fosse un giovane di età compresa fra i 18 e i 23/25 anni, alto circa 156 cm. Ma la presenza di una serie di schiacciamenti vertebrali, inusuali per la giovane età dell’individuo, fa ipotizzare che fosse uno schiavo costretto a lavori molto pesanti.Il secondo corpo invece dovrebbe essere quello di un uomo più adulto, con un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, alto circa 162 cm. Questo però presenta un abbigliamento più articolato rispetto all’altra, con una tunica e un mantello. Probabilmente, dunque, apparteneva ad una classe sociale più elevata, ed era probabilmente il padrone dello schiavo.
Anche Il Ministro Dario Franceschini si è complimentato con gli studiosi per l’incredibile risultato, che definisce “stupefacente”, sottolineandone l’importanza per l’intero patrimonio culturale italiano.