Egregio Direttore ,nel ringraziarla per l’opportunità offertami di scrivere sul suo giornale la rubrica di Economia ,credo che come primo pezzo, non si possa non cominciare dalla situazione economica generale del nostro paese, all’indomani del compimento dell’anno della presenza del fatidico Covid 19.
E se fosse…?
Le riflessioni
Le vicissitudini di questo anno inducono a fare alcune riflessioni che si sposano in pieno con l’analisi attuale della politica-economica del nostro Paese , e anche e soprattutto di tutto il mondo industrializzato.
Il virus con matematica certezza ,è uscito dalla città di Wuhan in Cina , città peraltro nota come il distretto tessile più importante del mondo che viene definito la fabbrica Tessile del Mondo occidentale .
Un distretto di Wuhan fornisce il manufatto finito o da completare che riempie gli scaffali della grande e piccola distribuzione dell’abbigliamento, di tutto il mondo occidentale.
E questo accadimento, se confrontato con i risultati economici di tutto il mondo, evidenzia come solo l’economia della Cina, generatrice del virus Covid 19, abbia conseguito un aumento del PIL di circa 5 punti percentuali , mentre tutti gli altri Paesi industrializzati , conseguono perdite che raggiungono facilmente la doppia cifra.

Tra queste , l’Italia è splendidamente posizionata, in testa fra le Nazioni che sono in perdita a doppia cifra.
I dubbi
Una considerazione dietrologica , come quelle che i giornalisti di professione definiscono , complottista, ci fa porre la domanda.
Com’è possibile che Il Paese che prima ha diffuso il virus , oggi è l’unico che economicamente guadagna posizioni di mercato?
E soprattutto è quello, che guadagna posizioni mondiali di leadership economico-finanziaria.
Un dubbio, ci viene a questo punto, ed è quello che questa emergenza sanitaria sia stata creata ad arte da chi aveva già gli strumenti per superarla utilizzando così strumenti di guerra non convenzionale contro i loro nemici economici o concorrenti che dir si vogliano.

La cosa che più si evidenzia dai fatti susseguitisi in questo periodo è , che nonostante la guerra sanitaria scatenata , non tutto il mondo occidentale si sia compattato per rispondere a tale sciagura.
Le multinazionali sanitarie hanno sfruttato l’occasione con la produzione dei vaccini anti virus che porterà miliardi di dollari o euro nelle loro, casse senza pensare ai danni economici delle nazioni di loro stesso riferimento.
Mentre all’interno delle grandi democrazie occidentali si è riaperto un controverso conflitto sociale.
Questa situazione ha infatti, stravolto gli equilibri economico sociali del nostro mondo occidentale ,perché con lo spettro della salute in pericolo, si sono negate le libertà più importanti a discapito di quel diritto che il nostro mondo cattolico ritiene inalienabile .
Diritto che come dicevamo è il diritto alla salute . Si sono perse quindi ,quote di mercato, perché si sono chiuse le fabbriche perché si sono chiuse le varie attività commerciali in nome di un virus che è pericoloso e non letale .
Questo, però, se non si è ,in presenza di una burocrazia sanitaria incapace di affrontare il problema, con una organizzazione efficace per sminuire , per l’appunto, gli effetti di un virus pericoloso, ma non letale.
E qui viene in ballo l’Italia, che poi non si discosta tanto dai modelli europei e/o americani ,per varie ragioni che non staremo qui a dettagliare ma che portano allo stesso risultato .
La caduta verticale del proprio PIL
Il modello italiano
Il modello italiano si è inopinatamente affidato subito ,alla soluzione cinese del Lock down , ispirando poi gli altri paesi europei che hanno visto la diffusione del virus successivamente al nostro Paese.
Un modello questo, non sostenibile ,proprio perché ,il livello di reddito non permetteva e tutt’oggi non permette , i ristori per le imprese che erano obbligate a chiudere.
Ed oltre a ciò, è un modello, che ha generato, forte ritardo con le casse integrazioni per i dipendenti delle aziende chiuse.
Questo, al contrario, degli altri paesi europei che con velocità e ampiezza di risorse hanno contenuto i danni per le imprese chiuse. Ma che comunque ,si sono indebitati rispetto alla concorrenza del manipolatore del virus. In Italia, invece la situazione era ed è ancora peggiore, e si perpetrava a parti invertite, l’ingiustizia sociale ai danni delle piccole e medie imprese.
Di quelle imprese cioè che rappresentano l’ossatura occupazionale perché drenano occupazione con l’auto Impiego e che contribuiscono con la loro tassazione al reddito nazionale.
Il manipolatore del virus , avrebbe quindi valutato, con scientifica previsione, tali scenari scaturibili ,in nome di una cultura democratica e del totem istituzionale del diritto alla vita dei Paesi occidentali, i quali , per difesa della diffusione del virus, avrebbero fatto sicuramente abbassare, il livello degli indicatori economici .
Il tutto per fare spesa , in queste Nazioni , dei gioielli industriali con la propria liquidità ingenerata dalla crescita nonostante il Covid.
I possibili scenari
Questa , non è la verità assoluta ma una possibilità di scenario che non è stata vagliata dalla nostra classe dirigente , trovata impreparata al contrasto della diffusione della Pandemia.
Parliamo di una classe dirigente che non sa affrontare i perché e soprattutto non sa riconoscere i propri limiti.
Parliamo di una classe dirigente, e qui mi riferisco al CTS che impedisce la cura o meglio il protocollo della cura Covid 19 con idrossiclorichina, che solo dopo un anno è stata autorizzata dal Consiglio di Stato su ricorso dei Medici di base.
Un medicinale dal costo di pochi euro che ha permesso la strutturazione del Modello Piacenza con a capo il Professore Cavanna, vale a dire di una organizzazione che con questo utilizzo , ha visto il decorso della cura presso le abitazioni degli infetti, con percentuali di mortalità prossime allo zero.
Cose strane ….interessi intrecciati ……sono supposizioni quelle fin qui adottate ,che però molto probabilmente, possono rendere credibile la nostra ipotesi del ….
E se fosse ?…….A buon Intenditor poche parole.
