Share with care è la campagna di sensibilizzazione della Deutsche Telekom per contrastare il fenomeno dello sharenting che sta diventando sempre più diffuso nell’era digitale.
Con questo termine si indica la pratica, spesso inconsapevole, dei genitori che condividono foto, video e informazioni dei propri figli sui social network e altre piattaforme online.
Se da un lato pubblicare momenti familiari può sembrare un modo naturale per tenere aggiornati amici e parenti, dall’altro apre a gravi rischi per la privacy e la sicurezza dei minori.
Share With Care, ha utilizzato un video deepfake per sensibilizzare sul problema. Nello spot, una bambina di 9 anni viene trasformata virtualmente in adulta e parla ai propri genitori dal futuro, avvertendoli delle conseguenze della condivisione incontrollata delle sue immagini online.
Questo messaggio mette in luce la portata dello sharenting: costruire un’identità digitale dei bambini senza il loro consenso.
Sharenting e sicurezza: perché è un rischio concreto
Studi recenti dimostrano che un bambino medio, già all’età di cinque anni, ha circa 1.500 foto online. Questo dato è allarmante, poiché espone i minori a rischi di furto d’identità, pedopornografia, adescamento e manipolazione dei contenuti. Condividere dettagli personali come scuola frequentata, passioni sportive o abitudini quotidiane offre infatti preziose informazioni a malintenzionati.
Inoltre, lo sharenting contribuisce a creare una traccia digitale permanente che accompagnerà i ragazzi anche in età adulta. Molti esperti sottolineano che entro il 2030 due terzi dei casi di furto d’identità saranno collegati proprio all’esposizione precoce online.

A ciò si aggiunge l’impatto psicologico: crescere sapendo di avere una vita digitale costruita senza consenso può generare ansia e disagio.
Come prevenire i rischi dello sharenting
Per ridurre le conseguenze negative dello sharenting, i genitori possono adottare alcune semplici precauzioni:
- Controllare e aggiornare le impostazioni di privacy dei social.
- Evitare di condividere foto intime o che mostrano dettagli sensibili.
- Limitare le informazioni personali che riguardano scuola o attività dei figli.
- Concordare regole con amici e parenti sulla pubblicazione delle immagini.
- Chiedere sempre il consenso ai bambini più grandi prima di condividere.
Lo sharenting non è solo una questione di abitudini digitali, ma un tema di diritti e responsabilità.
Proteggere l’identità online dei propri figli significa garantire loro un futuro più sicuro, libero da rischi e da esposizioni indesiderate.
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