Il Regno Unito ha dichiarato guerra al junk food o cibo spazzatura con una mossa legislativa senza precedenti. Non parliamo solo di una generica campagna di sensibilizzazione, ma di un vero e proprio divieto di pubblicizzare alimenti nocivi per la salute dei più piccoli.
La misura serve a contrastare l’obesità infantile, un’emergenza che in Europa colpisce un bambino su quattro e che rappresenta una delle principali cause di malattie croniche, come il diabete di tipo 2 e problemi cardiovascolari.
La decisione del Regno Unito: stop al junk food in TV e online
La nuova normativa britannica impone restrizioni severissime: le emittenti televisive non potranno trasmettere pubblicità di prodotti alimentari non salutari prima delle ore 21:00.
Ma il vero giro di vite riguarda il mondo digitale, dove il divieto di promozione diventa totale. L’obiettivo è proteggere i minori dai messaggi “rassicuranti” e invoglianti che spesso nascondono prodotti ultra-processati.
Il provvedimento non colpisce solo i classici “sospettati” come hamburger e patatine fritte. La lista nera comprende ben tredici categorie di prodotti, inclusi molti alimenti che consumiamo quotidianamente pensando siano innocui.
Questo approccio drastico è paragonabile a quello adottato decenni fa contro il tabacco: il governo inglese punta a crescere una generazione libera non solo dal fumo, ma anche dalle lusinghe del marketing alimentare scorretto.

Quali prodotti non si potranno più promuovere: dagli snack ai cereali
L’elenco dei prodotti messi al bando è sorprendentemente vasto e include molti “insospettabili”. Tra questi figurano:
- Bevande e succhi: Non solo bibite gassate, ma anche succhi di frutta, frullati e yogurt da bere con zuccheri aggiunti.
- Colazione e snack: Cereali, muesli, barrette di cereali, croissant e biscotti di ogni tipo.
- Piatti pronti: Pizze confezionate e prodotti surgelati a base di patate.
- Dolci e Dessert: Gelati, budini, caramelle e perfino yogurt e formaggi freschi zuccherati.
Questa massiccia operazione di pulizia mediatica mette in luce quanto il cibo spazzatura sia radicato nelle nostre abitudini. Mentre il Regno Unito agisce concretamente per tutelare la salute dei cittadini del futuro, il resto d’Europa — Italia inclusa — osserva con attenzione, consapevole che la lotta al sovrappeso infantile non può più attendere.
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