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Storia di Curriculum viaggiatori e antichi mestieri

Storia di Curriculum viaggiatori e antichi mestieri

March 04, 2021 SocialStation 3 min read 2 views

Quante volte in una camicia bianca nuova, ci siamo sentiti dire “Ci invii il curriculum, le faremo sapere!

Oggi vi racconteremo come i i CV viaggiatori e le agenzie di collocamento fantasma, sono nella vita di molti, e di come si intrecciano in due epoche diverse, nella vita di Marco Bisaccia e suo nonno Fortunato Bisaccia.

Abbiamo letto il suo CV, ma può dirci di più?

Sono Marco Bisaccia, ho 27 anni, sono diplomato all’istituto professionale con indirizzo aeronautico.
Sono da sempre impegnato nel sociale, sono iscritto alle liste di collocamento, con la voglia di lavorare.

Fortunato Bisaccia, vero? Qual è la sua esperienza lavorativa?

Fortunato Bisaccia, un ragazzo che nonostante le difficoltà familiari e la mancata possibilità di ricevere un’istruzione, si è iscritto alle liste di collocamento, ma i fantasmi all’epoca lo sapevate che già esistevano?

Marco, raccontaci, cosa ha fatto tuo nonno?

Mio nonno ha vissuto in un’epoca in cui i tempi erano duri, ma ha saputo rimboccarsi le maniche e reinventarsi con il suo antico mestiere il “tarallaro”, che oggi non esiste più.
Capì che il tarallo era alla portata di tutti. Il suo lavoro gli permise di creare una famiglia, incontrare persone, esibirsi per le strade di Napoli.

Lui è stato prigioniero di guerra in Russia, ma non si è lasciato andare alla depressione. Riuscì ad attirare la simpatia dei soldati, con la sua allegria, imparò una danza tradizionale russa, che facevano ballare ai prigionieri, ma che poi ha saputo riutilizzare nella strade di Napoli per vendere con simpatia i suoi taralli caldi.

Pensi che anche tu possa diventare un’icona positiva come tuo nonno?

In realtà, credo che ognuno di noi può essere un’icona positiva e aiutare a migliorare la situazione attuale.
Se puoi comprare un orologio costoso, perché l’ha comprato il tuo amico, puoi imitare anche una buona azione, come alzare una carta da terra, poi pulire le strade, per poi acquisire il senso civico.

Vorremmo cantare con l’allegria di tuo nonno “Fortunatò tene a ‘robba belle, così come nella canzone di Pino Daniele, “Fortunato“, che ispirato dalla melodia di tuo nonno, ha deciso di investire in quelle belle parole cariche di sacrificio e di allegria per parlare alle masse.

Allora dai al mio tre, non cantare questa volta, ma grida, sei solo in una piazza affollata, nessuno ti sente.

Da solo, so che non riuscirei a gridare…

Allora, ora immagina siamo con te in quella piazza, cosa gridiamo insieme?

Lottiamo ragazzi, facciamoci sentire, meritiamo di lavorare, di far valere i nostri studi, investire nel futuro!

Scritto da Ilaria Calì