Quattro artisti per quattro incontri con la “Generazione Z” per vivere il museo come un luogo di sperimentazione e confronto, ispirati dalla bellezza dell’arte.
La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia investe sui giovani e presenta SuperaMenti, un ciclo di quattro workshop gratuiti condotti da Jan Vormann, Stefano Ogliari Badessi, in arte S.O.B, Alice Pasquini, Cecilia Jansson, artisti di fama internazionale che, con i loro linguaggi diversi, che spaziano dalla scultura all’installazione, dalla street art al disegno, riflettono sulla situazione della società attuale.

Il progetto si rivolge ai cosiddetti young adult o “Generazione Z” ovvero ai ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni che in presenza, o da remoto, hanno l’occasione di incontrare e lavorare con artisti italiani e stranieri. Si tratta di una fascia generalmente considerata molto attiva nell’utilizzo di tecnologia e social media, ma forse meno presente nella vita culturale.
Potranno aderire ai workshop gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio, oltre agli universitari provenienti da atenei veneziani, dall’Università Ca’ Foscari alll’Istituto Europeo di Design, Venice International University. Ma potranno aderirvi anche i soci del museo associati allo Youg Pass, i collettivi e le associazioni che radunano giovani amanti dell’arte, e ancora semplici appassionati che scoprono il programma sul sito della Guggenheim o sui social.
Il prossimo worskshop dal 27 al 29 Novembre è “Oltre il muro: arte e contesto” di Alice Pasquini che rifletterà sulla trasformazione e il recupero urbano attraverso lo studio di diverse tecniche e la progettazione di una o più opere di arte pubblica.

Come si svolgerà il workshop?
Ci sarà una parte teorica in cui l’artista parlerà dell’evoluzione della street art, delle diverse tecniche – stencil, graffiti, poster, installazioni… – e una parte pratica in cui i ragazzi cercheranno nelle loro città i luoghi giusti per realizzare un’opera. Dove possibile, lo faranno parlando con le persone per produrre un lavoro veramente legato al contesto, che possa stare lì e non altrove, influenzato dalla forma del muro, dalla cultura del luogo, dalle storie e dalle esigenze di chi lo abita. I ragazzi saranno divisi in gruppi per progettare delle opere di arte pubblica che, quando l’emergenza sarà finita, verranno realizzate insieme ad Alice Pasquini.
Il motto di Peggy Guggenheim era “servire il futuro invece di registrare il passato” ed è proprio questo spirito che muove ancora oggi le iniziative della Fondazione di Venezia che tende una mano ai giovani.