Bridgerton, la serie Netflix basata sui romanzi di Julia Quinn, creata da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes, è ambientata nel mondo dell’alta società londinese durante l’età della Reggenza (inizio ‘800).
Dal suo debutto sulla piattaforma streaming, ha riscosso un successo enorme, diventando oggetto di discussioni e critiche.
Con un mix di romanzo rosa in costume e Gossip Girl, Bridgerton racconta segreti e pettegolezzi dell’alta società tramite la misteriosa Lady Whistledown.

Nonostante le critiche per essere considerato un prodotto “lowbrow,” la serie ha conquistato un vasto pubblico.
Perché sentirsi in colpa per amare Bridgerton?
La leggerezza è un piacere legittimo. In tempi caotici, la serie offre un’evasione piacevole. Ambientata in un’epoca lontana, dove le preoccupazioni erano ben diverse dalle nostre, Bridgerton ci trasporta in un mondo fiabesco di castelli, principesse e amori orchestrati dalle famiglie.
Ci fa sognare e ci dà calma, con corteggiamenti desueti, vestiti sfarzosi e acconciature perfette, facendo dimenticare le preoccupazioni quotidiane.
Nonostante alcune polemiche sulla rappresentazione storica, Bridgerton è lodevole per il casting inclusivo. La serie ha inserito persone di colore tra l’aristocrazia inglese dell’epoca, rompendo schemi tradizionali e offrendo una rappresentazione diversificata. Questa scelta riflette una tendenza recente nei drammi d’epoca, valorizzando l’inclusività.
Le location di Bridgerton
L’ambientazione di Bridgerton è un altro punto di forza. Le location sono spettacolari, con castelli inglesi e costumi sfarzosi.
Le dimore utilizzate per le riprese, come la Ranger’s House a Greenwich e Castle Howard nel North Yorkshire, aggiungono un fascino irresistibile alla serie. Ogni dettaglio, dalle luci alla scenografia, è curato con attenzione, creando un’esperienza visiva mozzafiato.

Infine, la colonna sonora arricchisce l’atmosfera. Kris Bowers, compositore premiato con un Emmy, ha creato una colonna sonora che include cover contemporanee riarrangiate in stile Elisabettiano.
Brani come “bad guy” di Billie Eilish e “Thank u, next” di Ariana Grande acquistano una nuova solennità, aggiungendo un tocco moderno al dramma storico.
Secondo noi Bridgerton offre una piacevole evasione, una rappresentazione inclusiva e un’esperienza visiva e sonora affascinante. Nonostante le critiche, il suo successo è meritatamente impressionante.