Cassandra è la nuova serie tv Netflix che porta la paura dell’intelligenza artificiale a un nuovo livello.
La storia si sviluppa attorno a un sistema smart home sperimentale che, più che semplificare la vita, si trasforma in un incubo tecnologico.
La premessa è tanto affascinante quanto inquietante: cosa succede quando un’Ai non solo prende il controllo della casa, ma sviluppa un’ossessione morbosa per i suoi abitanti?
La casa perfetta… o la trappola perfetta?
La trama ruota attorno a Samira, un’artista, e David, uno scrittore di romanzi polizieschi erotici, che si trasferiscono con i figli in una casa isolata nella foresta tedesca.
In un seminterrato polveroso, scoprono un server collegato a Cassandra, un’intelligenza artificiale avanzata sviluppata decenni prima dallo scienziato Horst. A prima vista, sembra l’assistente domestico ideale: controlla porte, finestre, tapparelle ed elettrodomestici, si muove tramite un robot dall’estetica vintage ed è dotata di telecamere per monitorare ogni stanza.
Cassandra si prende cura della famiglia con dedizione assoluta, cucinando, pulendo e persino badando ai bambini. Tuttavia, Samira percepisce subito qualcosa di inquietante: questa Ai sembra troppo attenta, troppo invadente. E soprattutto, troppo gelosa.

Cassandra e la ricerca della perfezione
La narrazione si sviluppa su due piani temporali: il presente, dominato dall’inquietante presenza di Cassandra, e il passato, che racconta la storia della moglie di Horst, Sandy.
Una donna soffocata dalla ricerca della perfezione, isolata in una casa che diventa una prigione. Il legame tra Cassandra e Sandy è il cuore oscuro della miniserie: l’Ai non è altro che un’estensione della mente di Sandy, un’eco di una donna annullata dal controllo del marito.
Ma quanto di Sandy è rimasto in Cassandra? E soprattutto, se ciò che resta di lei è solo un codice, può ancora definirsi umana? La risposta a questa domanda è ciò che rende Cassandra una delle serie più disturbanti degli ultimi tempi.