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D. B. Cooper – Un mistero ancora tutto da svelare

D. B. Cooper – Un mistero ancora tutto da svelare

July 21, 2022 SocialStation 4 min read 2 views

D. B. Cooper è lo pseudonimo del criminale che il 24 novembre 1971 riuscì, apparentemente da solo, a dirottare un Boeing 727, con l’intenzione di ottenere un riscatto da 200mila dollari, per poi saltare dall’aereo e scomparire misteriosamente, senza lasciare traccia.

L’assurda vicenda è stata raccontata, per Netflix, dalla docuserie D. B. Cooper: l’uomo che svanì nel nulla.

Tutta la storia

Nel pomeriggio di quel giorno, all’aeroporto di Portland, in Oregon, Dan Cooper – il vero nome fittizio scelto dal sequestratore, poi stravolto dai media in D. B. Cooper – acquistò un biglietto per il volo diretto a Seattle. Pochi minuti dopo il decollo, intorno alle 14:50, l’uomo diede un messaggio all’assistente di volo che gli era seduto accanto:

Nel pomeriggio del 4 novembre 1971, all’aeroporto di Portland, Dan Cooper – il vero nome fittizio scelto dal sequestratore, poi stravolto dai media in D. B. Cooper – acquistò senza alcun problema un biglietto per il volo diretto a Seattle. Pochi minuti dopo il decollo, intorno alle 14:50, l’uomo consegnò all’assistente di volo che gli era accanto un messaggio:

“Signorina, farebbe meglio a dare un’occhiata a quel biglietto. Ho una bomba. Ho una bomba nella mia valigetta. La userò, se necessario. Voglio che si sieda accanto a me. State per essere dirottati”.

Florence Schaffner, l’assistente di volo, chiese di vedere la valigetta, per essere sicura che l’uomo non fosse un mitomane, dopodiché ricevette da D. B. Cooper una serie di richieste: duecentomila dollari, quattro paracaduti e un’autobotte per rifornire l’aereo all’arrivo. Per circa due ore l’aereo sorvolò l’area dello stretto di Puget, per dare modo alle autorità di ottenere dalle banche i soldi necessari al pagamento del riscatto.

Alle 17:24 a D. B. Cooper venne comunicato che FBI e polizia erano pronti per lo scambio. Vennero liberati tutti i passeggeri del volo, a eccezione del pilota Scott, del copilota Rataczak, dell’ingegnere di volo Anderson e dell’assistente Mucklow. Il Boeing 727 decollò nuovamente alle 19:40, stavolta per raggiungere l’aeroporto di Reno, in Nevada. Due caccia F-106 lo scortarono, uno sopra, l’altro sotto.

Quando finalmente atterrò, alle 22:17, le autorità circondarono l’aereo, poi lo perquisirono a fondo: D. B. Cooper non c’era. La scaletta di poppa abbassata, in fase di atterraggio, lasciava supporre che l’uomo si fosse lanciato dal Boeing in fase di volo, usando uno dei paracaduti richiesti.

Un mistero mai svelato

 Per cinquant’anni ci si è interrogati sulla realtà identità di D. B. Cooper, senza riuscire a risolverne il mistero. Col tempo l’intera vicenda ha assunto i toni di una leggenda, riuscendo a conquistare intere generazioni di appassionati. Su Cooper sono stati pubblicati circa quaranta libri e il personaggio è stato citato persino in serie televisive e film: Prison Break, Breaking Bad, Better Call Saul, Loki. Nel 1981 Treat Williams interpretò il sequestratore nel film Caccia implacabile – The Pursuit of D. B. Cooper.

La docuserie Netflix ne racconta l’intera vicenda, con interviste a chi la visse personalmente, poi ricorda alcune delle ipotesi più accreditate sull’identità dell’uomo. Robert Rackstraw, più di chiunque altro, è per gli autori del documentario è l’uomo passato alla storia col nome di D. B. Cooper.

Già nel 1979 Rackstraw entrò nel mirino dell’FBI. Veterano del Vietnam, congedato con disonore, Robert Rackstraw era un pilota esperto, più volte indagato e condannato per falsificazione di documenti militari, assegni falsi, fabbricazione di esplosivi, violenza domestica.

Ovviamente, al netto di tutte le possibili prove, il documentario non offre nessuna soluzione, lasciando lo spettatore con più domande e dubbi. Che Robert Rackstraw fosse davvero D. B. Cooper? Forse, quella dell’uomo che svanì nel nulla, ricordato come gentile dai presenti, rassicurante e sempre a modo, deve davvero restare senza risposte. È il fascino del mistero, quello che ha permesso alla leggenda di D. B. Cooper di resistere per cinquant’anni, al pari di tanti altri personaggi. La verità, il più delle volte, suscita molto meno stupore.