In uno dei momenti più fortunati per Netflix, tre anni fa, Amiche per la morte – Dead to me arrivò sulla piattaforma streaming quasi in sordina, senza clamore, oscurata dal successo di Stranger things, The Crown e le altre serie destinate al grande pubblico. Nel tempo, e con ormai tre stagioni all’attivo, ha saputo comunque confermarsi come uno dei prodotti più originali e sorprendenti del catalogo.
Dead to me – creata da Liz Feldman e prodotta da Will Ferrell e Adam McKay – arriva ora al suo finale, rinunciando in parte al cinismo irresistibile dei suoi personaggi e puntando tutto sull’elemento drammatico. Resta la storia di un’amicizia improbabile, ma sempre emozionante, che reinventa Grace & Frankie e incontra Thelma & Louise.

Trama
Jen Harding – interpretata da Christina Applegate – è una donna borghese cinica e arrabbiata, distrutta per la morte di Ted, suo marito, causata da un pirata della strada. Judy Hale (Linda Cardellini) ne è invece l’opposto: è eccentrica, ma dolce, gentile, sempre aperta agli altri.
Le due frequentano un gruppo di supporto per il lutto, che le avvicina nonostante le differenze e le aiuta nel processo di elaborazione. Il legame tra loro nasce per caso, ma è da subito fortissimo. Diventano inseparabili, si fanno forza l’un l’altra, ma quel che Jen non sa è che Judy è responsabile dell’omicidio di Ted.
Non sarà l’unico segreto tra le due e nemmeno l’unica rivelazione che ne metterà a rischio l’amicizia.

Un finale amaro
Dead to me è sempre stata una dark comedy, una storia di dolore e perdite, riletta con cinismo, umorismo e una buona dose di surrealtà. Gli episodi della terza stagione – ridotti a nove – stravolgono parte della formula della serie, non riuscendo sempre a essere vincente.
In passato, la serie ha saputo mettere in scena le situazioni più assurde e meno credibili, trovando però l’equilibrio perfetto tra toni e scrittura e potendo contare sulla chimica assoluta tra le due protagoniste. Linda Cardellini e Christina Applegate continuano a essere irresistibili, ed è un piacere ogni scena che le vede insieme, ma stavolta alle due viene affidata una storia inutilmente straziante.
Un colpo di scena cambia completamente la seconda metà della stagione, mette da parte le altre storyline e accompagna lo spettatore direttamente al finale. E’ evidente il desiderio di avere una chiusura d’impatto, ma poi il risultato è quello di snaturare lo spettacolo. Chi ha amato Dead to me, semplicemente, si è ritrovato a guardare qualcosa di diverso. Non una brutta serie, non una brutta storia, ma diversa.
Liz Feldman si è comunque dichiarata soddisfatta dell’intero progetto:
“Dall’inizio alla fine, Dead To Me è esattamente la serie che intendevo realizzare, ed è stato un regalo incredibile raccontare una storia che scaturisce dal dolore e dalla perdita: questo mi ha messo alla prova come artista e mi ha rinnovato come essere umano”.

Christina Applegate
A pesare sulla scrittura della stagione, anche la storia personale di Christina Applegate.
Nel 2021 l’attrice ha scoperto di avere la sclerosi multipla. Le riprese della terza stagione di Dead to me erano in corso, ma la produzione si è fermata per cinque mesi, dandole il tempo di decidere cosa fare. Applegate ha spiegato di aver voluto continuare la produzione dello spettacolo perché si è sentita in obbligo nei confronti di Linda Cardellini e del resto della troupe.