Dream Productions è il centro di produzione immaginario dei nostri sogni, spin off di Inside Out, ci fa vedere come si creano i sogni, attraverso i quali Riley elabora i ricordi e le esperienze della giornata
Un po’ fabbrica dei sogni e un po’ il set di uno studio di produzione hollywoodiano la Dream Productions funziona grazie ad un team di registi dei sogni, che aiutano Riley e creare memorie di eventi felici, ma anche a processare timori, ansie e avvenimenti della giornata che l’hanno in qualche modo scossa.
Secondo la serie, i sogni sono realizzati da uno “studio di produzione” collocato nel cervello della sua ospite; qui convivono produttori, registi, aiutoregisti, cameraman, scenografi e così via, proprio come su un vero set.
In questa fase, la dimensione onirica occupa un ruolo fondamentale, perché lo scopo dei sogni è quello di ispirare le decisioni e le scelte di Riley.
La trama di Dream Productions
La creazione dei sogni di Riley è affidata, all’inizio della storia, alla veterana Paula Persimmon, che, forte di anni di esperienza dietro la macchina da presa, realizza puntualmente i sogni di maggior successo.
Ma la sua regia negli anni è diventata noiosa e ripetitiva che riprende i modelli che potevano andare bene per la Riley bambina, ma diventati troppo infantili e ridicoli per la teenager che sta diventando.
La regista continua a lavorare grazie al sostegno della sua assistente alla regia Janelle, creativa e super talentuosa.

Ma quando Janelle decide di intraprendere la carriera da regista con una nuova troupe, Paula cerca di arrangiarsi da sola e trasforma il sogno di Riley in un grottesco incubo , questo segna la fine della sua carriera e il ritorno di Janelle.
La disgraziata filmmaker è un personaggio tragicomico e tendenzialmente negativo: un’egocentrica che tiene più a sé stessa e alla propria posizione che a Riley e al suo benessere.

Una metafora di Hollywood
Se per i bambini lo spin off di Inside Out risulta leggero e divertente, gli adulti possono cogliere altri livelli di lettura, più sottili e complessi.
Infatti si può individuare nella trama un ritratto poco edificante della macchina hollywoodiana, delle sue politiche e di quelle dei suoi membri. Forse il creatore Mike Jones (creatore anche di Soul e Luca) ha colto l’occasione per lanciare qualche frecciatina verso qualcuno del suo passato professionale, ma forse nel farlo ha messo in secondo piano l’obiettivo dello show, ovvero aggiungere un nuovo tassello nella storia di Riley e della sua crescita.