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Flow – Il film d’animazione che emoziona senza parlare

Flow – Il film d’animazione che emoziona senza parlare

November 14, 2024 SocialStation 4 min read 2 views

Flow – Un mondo da salvare è il film d’animazione presentato fra gli applausi di pubblico ai Festival di Cannes e Annecy in cui ha vinto ben quattro premi, e l’Oscar 2025 nella categoria dei film di animazione.

Scritto e diretto da Gints Zilbalodis racconta in 90 minuti un’avventura senza dialoghi, popolata solo da animali in un mondo senza esseri umani.

Un film capace di trasportare il pubblico in un viaggio ambientato in un paesaggio desolato e minacciato da una misteriosa onda che sommerge tutto.

I personaggi di Flow

Il protagonista, un gatto che vive indisturbato in un bosco, è travolto da un’onda anomala, evento che lo spinge a cercare la salvezza.

La sua odissea, vissuta tra incontri con altri animali e difficoltà, si trasforma in un’avventura piena di suspense e di sfide per la sopravvivenza.

In Flow, gli animali sono lontani dai modelli antropomorfi della Disney: non parlano, non si comportano come esseri umani e si affidano ai loro istinti, comunicando attraverso i gesti e i movimenti, cosa che permette al pubblico di percepirne le emozioni senza bisogno di parole o espressioni umane.

Realizzato con Blender, un software open source, Flow si distingue anche sul piano visivo.

Invece di puntare a un realismo stilizzato tipico della Pixar, Flow ha uno stile più essenziale e “grezzo”, che ricorda l’estetica dei videogiochi.

Questa scelta, anche se legata alle limitazioni di budget, si rivela vincente: i fondali sono ricchi di dettagli, mentre gli animali, stilizzati ma realistici nei movimenti, si muovono in ambienti evocativi, portando gli spettatori in un viaggio suggestivo e denso di significati.

Flow - un mondo da salvare

Il segreto del film

Il segreto di questo film, che a tratti commuove per la stessa ragione per la quale commuovono i film con animali dal vero ben fatti (per l’incredibile tenerezza che sappiamo attribuire alle peripezie di animali indifesi), è proprio quel senso eccezionale di indeterminatezza che hanno i videogiochi indipendenti, specialmente quelli giapponesi, in cui eventi non clamorosi si pongono tra il magico e fantastico, tra lo spirituale e lo scientifico, senza troppa necessità di dichiarare la propria natura fino in fondo.

Flow è il frutto di un’animazione che non si limita a raccontare una storia, ma propone un’esperienza emotiva profonda in cui l’ambientazione diventa protagonista, e noi spettatori ci troviamo coinvolti in un universo che non ha bisogno di spiegazioni, ma solo di essere vissuto.

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