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La maternità surrogata, a cura della redazione “NO NAME”

May 27, 2019 SocialStation 2 min read 2 views

Eccoci di nuovo qui, noi siamo sempre i NoName!
Negli ultimi anni il cosiddetto “utero in affitto” è ancora un dibattito pubblico italiano.

La maternità surrogata, Red. NO NAME

La maternità surrogata, Red. NO NAME

Che cos’è la maternità surrogata?
La maternità surrogata è quando una donna accetta di portare avanti una gravidanza per conto di una persona o di una coppia sterile. Talvolta può essere lei la madre naturale del bambino, in altri casi invece porta in grembo il figlio di due diversi genitori naturali. In alcuni casi la donna riceve un compenso economico, in altri,si tratta di un vero e proprio gesto di volontariato: le donne donano se stesse per aiutare altre coppie ad avere dei bambini.

In Canada o nel Regno Unito, ad esempio, è vietato accordarsi con la gestante in cambio di denaro, in Russia la legge ammette che le donne siano pagate e in alcuni paesi asiatici la maternità surrogata è diventata un vero e proprio business e molte donne intraprendono queste pratiche per necessità economiche.

La maternità surrogata suscita polemiche e dibattiti fra due diverse visioni: da un lato chi pensa che la maternità surrogata sia solo sfruttamento del corpo femminile, dall’altra chi rivendica la libertà di scelta.

Cosa dice la legge italiana? In Italia la legge 40 ha esplicitamente vietato la maternità surrogata e praticarla nel nostro Paese è un reato. Se uno dei membri della coppia ha un legame biologico col bambino, quest’ultimo viene riconosciuto genitore dalla legge italiana e, nel caso delle coppie etero, il bimbo può essere adottato dal partner.

Nel 2015 una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo diede ragione a una coppia che si era vista togliere il figlio ottenuto in Russia con la surrogata e secondo i giudici, anche in mancanza di legami genetici il bambino nato con la surrogata all’estero deve essere riconosciuto figlio legittimo dei genitori committenti.

Alcuni oppositori della legge Cirinnà sostengono che l’estensione della “stepchild adoption” alle coppie gay possa legittimare in qualche modo l’utero in affitto. La legge punisce chiunque, in violazione delle norme di legge sull’adozione, affida a terzi in modo definitivo un minore, oppure lo avvia all’estero perché sia definitivamente affidato. La sanzione è la reclusione da uno a tre anni!!

Oggi, invece, vi faremo ascoltare: Don’t Stop Me Now dei Queen.