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La prima città della storia | Viaggio dentro Zaira

La prima città della storia | Viaggio dentro Zaira

February 15, 2023 SocialStation 7 min read 3 views

La prima città della storia è da cercare nella notte dei tempi e lo facciamo con Zaira.

Dobbiamo fare un viaggio dalla durata della storia stessa, quella che siamo abituati a considerare civiltà. Cioè il contesto in cui ci troviamo a districare le nostre relazioni, le vicende umane e dove prospettiamo il nostro futuro.

In fondo la nostra è una società che si fonda sulla dimensione urbana della città. È da questo concetto che siamo partiti con Zaira, ed è questo che vogliamo sviscerare in ogni suo aspetto e su cui vogliamo riflettere.

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Foto di Simone Corvatta

Il luogo che viviamo

Ogni mattina ci svegliamo, ci tiriamo fuori da un letto comodo e apriamo la finestra per lasciar entrare prima la luce del giorno che nasce, poi l’aria che rinfresca la pelle e ci fa sentire nella dimensione di un nuovo giorno.

Quindi andiamo in bagno, facciamo le nostre cose, ci laviamo la faccia e ci dirigiamo in cucina. Prepariamo la colazione e prendiamo il caffè. Leggiamo le notizie, spulciamo le notifiche mattiniere del cellulare, ci aggiorniamo sullo stato dei nostri amici, quelli vicini e quelli lontani.

Poi ci vestiamo sistemandoci davanti allo specchio. Alcuni pensando a cosa è più appropriato mettere per il giorno che ci attende, altri semplicemente arraffano su quello che avevamo buttato alla rinfusa sulla sedia la sera prima, e usciamo.

Chi per andare a lavoro, chi per andare a studiare, chi per sbrigare faccende o semplicemente portare a spasso il cane, e passeggiare.

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Sia come sia, una volta fuori ci troviamo sul marciapiede di fronte casa, con molta probabilità adiacente a una lunga fila di macchine parcheggiate e più là, la strada.

Una di queste è la nostra, se non ce l’abbiamo in garage, e possiamo scegliere di prenderla o andare a piedi. Sia come sia facciamo il nostro percorso che si srotola tra altrettanti marciapiedi che costeggiano altrettante strade che attraversano altrettanti edifici, simili o meno, a quello da cui siamo appena usciti e che chiamiamo casa.

Poi le strade possono essere più larghe, più strette, con più o meno macchine, con marciapiede o senza. Gli edifici più o meno alti, nuovi, vecchi, antichi, intervallati dal verde degli alberi o di qualche giardino.

Gli spazi possono sembrarci regolari, claustrofobici oppure ci lasciano senza fiato quando attraversiamo piazze o grandi sistemi stradali.

Sia come sia, siamo già immersi nel labirinto comune e familiare del nostro spazio vitale. Siamo nella nostra Zaira.

Lo Spazio comune

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Foto di Simone Corvatta

Possiamo incontrare o no persone che conosciamo, ma sicuramente incontreremo persone che condividono con noi lo stesso spazio, la stessa strada o edificio, o quartiere, o semplicemente condividono la nostra città.

Ma tutti vivono e percorrono le stesse strade di Zaira, perché ognuno, per scelta o per nascita è figlio legittimo o adottivo di questa città.

È lo spazio comune in cui si svolge la nostra vicenda umana. Dove si sommano i nostri ricordi, dove si mescolano le nostre relazioni, dove si prospetta il nostro futuro.

Al di là di Zaira c’è un mondo, e come no! Ma quello più prossimo che possiamo percorrere in lungo e in largo, svolgendo mansioni quotidiane per poi farci ritrovare a casa e sentirci parte di uno stesso registro organizzativo, è quello della nostra città.

Uruk, la città dove tutto è cominciato

Città di Uruk – Irak

Allora magari alcuni potrebbero chiederselo, io sì per lo meno, quando è cominciato tutto questo, e perché.

Gli storici, gli archeologi sono tutti abbastanza concordi che la nostra Zaira fosse nata attorno al 3.500 a.C.

Si chiamava Uruk e si trovava nella Mesopotamia Meridionale, a 230 km da Bagdad. Città di circa 50.000 abitanti, ricoprì un’importanza sociale, economica e politica su tutta la regione durante i successivi 5.000 anni, estendendone l’influenza anche ad altre più distanti, toccando il mare e oltre, .  

Perché a Uruk?

Perché il posto è importante, e la prima città della storia ci lascia anche alcune tracce che ci siamo portati appresso nel DNA fino ad oggi: per la posizione geografica.

La geografia è importante, perché Zaira è figlia del luogo in cui sorge.

E infatti Uruk poteva vantare della vicinanza di grandi regioni ricche di risorse energetiche, materie prime, economie diverse, vie di comunicazione.

Tutti elementi che pian piano avevano convertito due piccoli villaggi (Kullab ed Eanna) in una grande metropoli dell’antichità con case in muratura, una cinta muraria, edifici pubblici, degli Ziggurat come templi e una stratificazione sociale in parte codificata con un primordiale sistema di scrittura.

Quest’ultima aveva addirittura dato i natali a Gilgamesh, sovrano divino protagonista del più antico poema dell’umanità giunto fino a noi, la babilonese Epopea di Gilgamesh.

Capire fino in fondo la città

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Ma facciamo ancora un piccolo passo indietro – perché siamo pignoli – e vogliamo capire bene che cosa è successo quando è nato il primo centro urbano.

Quando i primi uomini e le prime donne si sono cominciati a svegliare la mattina in giacigli a pochi passi gli uni dagli altri inseriti in un’architettura d’insieme che durante il resto della giornata li faceva incrociare continuamente tra loro.  

Come mai? Perché?

Negli studi del mondo antico, si definisce città un grande agglomerato urbano ad alta intensità, che funge da centro di commercio e amministrazione, con un sistema di leggi, presenta un sistema difensivo, uno di scarico e delle strutture religiose.

Ma attenzione! Stiamo parlando di un’epoca dove gli esseri umani andavano a zonzo da una parte all’altra procurandosi cibo cacciando o raccogliendolo in alberi e arbusti e vivendo in capanne provvisorie o dentro a qualche grotta.

Com’è quindi nata Zaira?

Ҫatalhöyük

Foto di Omar Hoftun

In Anatolia, l’attuale Turchia centrale, attorno al 9.000 a.C., in piena età neolitica, nasceva la proto-città di Ҫatalhöyük. Un agglomerato di case che per la loro struttura ricordava un po’ quella delle antiche grotte dei primi cacciatori collettori.

Ed era lì dove venivano prodotti i primi manufatti di terracotta, dove venivano allevati gli animali e coltivati i primi campi. Era anche il luogo di sepoltura dei propri morti e dove si svolgevano le prime pratiche religiose.

Le evidenze archeologiche della prima Zaira ci parlano di una società ugualitaria, senza distinzioni di ceto né ruoli tra uomo e donna.

Una società appena passata da una struttura tribale a una sistematizzata, dove la capacità di assicurarsi un approvvigionamento alimentare relativamente stabile, grazie alla scoperta dell’agricoltura, aveva fatto in modo da dare un’organizzazione più articolata.

Non c’erano ancora edifici pubblici o strutture militari, ma era evidente una cosa molto importante, gli esseri umani avevano lasciato la vita nomade e avevano dato forma a una sedentaria.

I Nuovi Spazi della città

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Da quel momento in poi gli uomini e le donne si svegliavano dai propri giacigli, uscivano dalle proprie pareti domestiche e incominciavano una nuova vita, fatta di un ambiente geometrico diverso, in cui le strade divenivano i nuovi sentieri e in cui il bosco veniva sostituito da edifici e strutture.

Ma invece di animali e solitudine si incominciavano a incrociare volti simili, dediti a svolgere mansioni affini ma, soprattutto, a condividere gli stessi spazi, a sentire la medesima necessità di comunicare, quindi a darsi delle norme, perciò una forma di governo, sia pratico che morale, allora una forma scritta, per cui una tradizione, e finalmente la storia, quella della nostra civilizzazione, quella di Zaira.

Una Civiltà

Nasceva una nuova dimensione per l’essere umano. I primi uomini e le prime donne aveva concepito Zaira.

Da allora Zaira è la madre di tanti uomini e donne che sono stati generati fino a oggi in una dimensione che nacque da là e che ancora oggi ci fa incontrare, ci fa litigare, ci fa discutere e conversare, ci fa amare e ci fa anche sperare e sognare tra le sue strade, tra gli specchi delle finestre, dall’alto dei suoi palazzi, seduti in un bar o all’ombra di un giardino.

Zaira ci ha dato un’identità, noi le abbiamo dato un’anima, insieme abbiamo creato una civiltà.

Continua…

Il Viaggio attraverso il tempo e lo spazio