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Lavinia Petti – L’incanto di scrivere

Lavinia Petti – L’incanto di scrivere

March 26, 2021 SocialStation 8 min read 2 views

Lavinia Petti, scrittrice napoletana, nei suoi romanzi crea suggestioni surreali e magiche che ci portano nel mondo incantato dei vicoli della sua Napoli.

Una città fatta di contraddizioni e leggende che Lavinia ama profondamente e che attraverso le sue storie vive di atmosfere sognanti, a tratti malinconiche ma sempre personali e vere.

I suoi romanzi “Il ladro di nebbia” pubblicato nel 2015 e ” La ragazza delle meraviglie” pubblicato nel 2019 sono entrambi editi dalla Casa Editrice Longanesi

Uno sguardo al passato

La passione per la scrittura è nata insieme a me, ho imparato a leggere prestissimo, e sono cresciuta leggendo.

Appassionata del libro “Piccole donne” di Louisa May Alcott, Lavinia Petti era una fervida sostenitrice della mitica Jo March e il suo personaggio ha fatto ancor di più crescere in lei la voglia di scrivere.

Ci sono state varie tappe nel mio percorso da scrittrice, tra le più importanti c’è che mia madre si era stancata di inventare storie da raccontarci la sera, e mi disse inventale tu.

Cosi’ ho iniziato ad inventarle per mio fratello per mio cugino e da allora non ho mai smesso.

Lavinia Petti

Napoli con gli occhi di Lavinia

Nel romanzo “Il ladro di nebbia” Napoli non viene mai nominata esplicitamente.

E’ una sorta di stazione di partenza, un trampolino di lancio per arrivare a quello che è “il mondo delle cose perse“, ed è in questo mondo fantastico e parallelo che si muove il protagonista.

Nel secondo romanzo “La ragazza delle meraviglie” invece la città di Napoli è la protagonista, è presente in tutte le pagine della storia, con i suoi vicoli, e la sua gente, il tutto filtrato dalla sua immaginazione.

Non ho la pretesa di dare una descrizione precisa della realtà e della società, le mie sono fiabe per adulti.

Lavinia Petti mette nelle sue storie il suo modo di vedere il mondo e la sua personalità.

Ai miei occhi Napoli è malinconica e oscura, questi aspetti della città mi rappresentano e ho voluto renderla diversa dalla solita Napoli che vediamo nei film o nei libri, ho esplorato angoli della città meno conosciuti.

Soprattutto ho voluto dare una mia visione magica del mondo.

Napoli è una città piena di storie e di incanti, l’ho sempre percepito camminando per strada e conoscendo le persone che vivono al centro storico, in cui ho vissuto per qualche anno, mentre scrivevo ” La ragazza delle meraviglie”

L’ispirazione

Parte tutto dalla curiosità di una persona, dal porsi delle domande nei confronti del mondo e della gente, di andare ad indagare nei punti oscuri e nelle fratture della realtà.

Non credo ad uno scrittore che scrive un romanzo chiuso nelle pareti della sua stanza al sicuro, perchè l’immaginazione non ha sfogo rimbalza contro se stessa e non ha la possobilita di ampliarsi

L’immaginazione è un muscolo, ha bisogno di stimoli esterni.

Io cerco in tutti i modi di divorare la vita, di fare esperienze che si sedimentano dentro di me e all’improvviso ritornano sotto forma di storia.

Scrivere una storia non è solo frutto di ispirazione, l’ispirazione è un momento di grazia ,qualcosa che accade in un momento, tutto il resto è pazienza.

Come nasce una storia?

Pazienza , sudore duro lavoro e…passione

Se sei disposto anche ad odiare ciò che ami, ad andare fino in fondo per scoprire quali sono gli aspetti che non ti piacciono, accettarli e conviverci, se nonostante tutto scegli ancora di andare avanti scoprirai che è la passione che ti muove è più forte di tutto il resto.

E’ come una storia d’amore.

E’ una questione di pazienza e volontà, che sono gli ingredienti fondamentali, ma anche di fede.

Dentro di me ho una serie di nomi,di immagini,di personaggi che convivono e vogliono uscire, ma non riesco ad incastrarmi in un solo genere.

La mia è una visione surrealista o meglio un realismo magico.

Lavinia Petti

Da lettrice a scrittrice

Sono una lettrice onnivora, mi piace spaziare tra i generi, anzi direi più che amo comprare libri e leggo qualsiasi cosa ho sottomano.

Dopo un primo blocco all’inizio del primo lockdown adesso sto leggendo anche più del solito , ho questa necessita di evadere che adesso solo i libri mi danno.

Non è solo una questione di evadere, come da un bunker, è più una finestra sul mondo , e ti immerge nella realtà.

Non riesco ad immaginare la mia vita senza libri, sono la cosa più preziosa che posseggo.

Consigli per i giovani scrittori

Ho partecipato ad un concorso di scrittura che si chiama “Io scrittore“, in cui Giuseppe Strazzeri Direttore Editoriale della Longanesi faceva parte della giuria e nonostante il mio romanzo fosse troppo lungo per partecipare al concorso, ha voluto comunque leggerlo, gli è piaciuto e l’hanno pubblicato.

Non è la prima volta che vengo notata per un concorso letterario, ma è lungo percorso iniziato quando avevo 13 anni. Ho partecipato a tanti concorsi, alcuni li ho vinti di altri non ho saputo più nulla.

Ma partecipare mi ha dato la possibilità di ricevere una valutazione esterna, che non fosse un giudizio dettato dall’amore dei genitori o degli amici.

Più dai l’occasione alla tua storia di vivere e di andare in giro più la vedrai crescere

Inoltre Lavinia consiglia di non inviare la propria opera a tutti gli editori, ma selezionarli ed eventualmente affidarsi ad un’agente che sa muoversi in un mondo di cui sappiamo poco, ma che nasconde tante insidie per chi non è del mestiere.

Soprattutto ricordatevi che un editore a pagamento non è un editore serio.

Pubblicare un libro per me è un po’ come far vedere una parte di me agli altri, un pezzo della mia anima, e metto in conto che c’è anche la possibilità di non essere apprezzati.

Bisogna vincere questa paura, altrimenti resterà una storia addormentata.

Lavinia Petti

Il tempo di una storia

Tra un romanzo e l’altro sono passati 4 anni.

Scrivere è un mestiere complesso e nessuno ti insegna come farlo, devi impararlo sulla tua pelle e a volte può far male.

“Il ladro di nebbia” è una storia che avevo elaborato e avevo buttato giù autonomamente senza essere una scrittrice professionista, senza una data di scadenza.

Dopo averlo pubblicato mi sono sentita come in gabbia, e scrivere non è stato più come una via di fuga ma una prigione.

Quindi mi sono presa del tempo per metabolizzare quello che era successo, per superare la paura del giudizio dei lettori e capire come raccontare la storia che avevo in mente.

Lavinia Petti non sarà mai una scrittrice da un libro all’anno, ma è una persona che dà importanza alla qualità più che alla quantità, anche a costo di essere in controtendenza con i tempi di oggi.

Ho bisogno di tempo per conoscere i personaggi che nascono dentro di me, tempo per far riposare le pagine che ho scritto e tempo per ritornare a guardarle.

E come lasciare un pezzo di te per farlo andare nel mondo

Nel momento in cui è stato pubblicato il romanzo mi prendo dei mesi prima di scrivere una storia nuova.

E’ come quando finisce una storia d’amore, prima di cominciarne un’altra ci vuole tempo per elaborare il lutto.

Bisogna avere il coraggio di lasciarla andare quando è arrivato il suo momento e piano piano passare oltre.

Lavinia Petti

Una pagina al giorno

Il consiglio di Lavinia è di scrivere ogni giorno qualcosa , anche se non ti piace quello che hai scritto, ma è importante farlo in primis perchè è più facile editare una pagina scritta che una pagina bianca.

Su mille pagine che scrivo, ne tengo circa 200, ma tutte le altre servono, anzi sono fondamentali perchè sono le strade che non abbiamo preso.

Scrivere è come costruire un labirinto, per scoprire poi da se l’uscita mentre lo sta costruendo. Molte delle strade che costruiamo sono vicoli ciechi, ma se non le percorri non puoi saperlo.

Ci sono anche momenti frustranti e parte del lavoro è fronteggiare questa frustrazione.

Da un punto di vista tecnico è necessario riuscire a dare un ordine al caos che si ha dentro, la stesura di una storia non è qualcosa di automatico e spontaneo, ma invece richiede un metodo.

Fare una mappa, trarre le cose essenziali, fare una scaletta, continuare a correggerla e a revisionarla, fare uno schema ,per sapere dove si sta andando per non perdersi in un labirinto.

Perdersi in quel labirinto significa perdersi dentro se stessi perciò è fondamentale per me avere delle persone intorno che mi sostengono e di cui mi fido, per me rappresentano delle ancore alla realtà.

Per Lavinia Petti scrivere è come respirare e nonostante le tante difficoltà che a volte fanno venir voglia di far volare il pc dalla finestra, non ci rinuncerebbe mai, a prescindere dalla pubblicazione.

La storia continua…

Sei davanti ad una pagina bianca?

No, sto scrivendo, pagine bianche non ne ho, sono in una fase in cui scrivo, scrivo tanto anche se non mi piace, ma poi trovo una soluzione e sono contenta.

Non possiamo anticipare nulla di quello che Lavinia Petti sta scrivendo, restiamo avvolti in un’atmosfera misteriosa in attesa che l’incanto di leggere le sue parole si ripeta.