Salve a tutti dalla redazione “NO NAME”!
Siete sintonizzati su Radio Social Station: io sono la speaker Martina, la mia redazione è formata dalla social manager Giusy, l’autrice Susy e il fonico Simone.
L’argomento di cui parleremo è l’omofobia, un argomento di cui si discute parecchio in questi ultimi anni.
Abbiamo scelto per voi diversi punti di vista da approfondire e farvi conoscere per avere un’idea completa di questo argomento. Non ci saranno solo notizie e approfondimenti ma abbiamo selezionato per voi, grazie a Simone, una serie di canzoni dedicate al mondo gay: iniziamo con la prima canzone “Io gli ho detto di no” di Lucio Battisti!
L’omofobia è un termine per definire la paura irrazionale, l’intolleranza e l’odio nei confronti delle persone omosessuali da parte della società etero sessista. E’ importante ricordare che non si nasce omofobi ma lo si diventa attraverso i messaggi diretti e indiretti che la politica e i media ci trasmettono. Secondo le statistiche la percentuale di persone che hanno contatti sessuali o affettivi con individui dello stesso sesso è nettamente maggiore della percentuale di quelli che si definiscono apertamente gay.
Facendo delle ricerche, abbiamo trovato una lettera scritta nel 2016 dalla madre di un ragazzo di 25 anni: questa lettera parla di un ragazzo che prima di morire ha deciso di confessare ai genitori il suo orientamento sessuale, quel “coming out” sognato, provato, detestato che gli faceva paura.
Per 25 anni ha tenuto il segreto ma non voleva andarsene senza che il padre e la madre sapessero la verità su di lui e sul perché ha fatto quello che ha fatto e così, il giorno prima della sua morte, ha aperto il suo cuore dicendo ai suoi genitori che era gay. Nella lettera era chiaro il suo messaggio: in casa era felice nonostante tutto ma il mondo fuori lo aveva rinnegato e lui non riusciva più ad andare avanti.
La mamma ha utilizzato questa lettera per dare un messaggio forte a tutti i genitori che vivono o hanno vissuto la sua stessa situazione: anche loro un giorno potrebbero pentirsi di non aver contribuito a rendere la vita più semplice dei loro figli ascoltandoli e creando un luogo sicuro in cui loro possono definirsi e aprirsi come vogliono.
