Only Murders In The Building è una serie che intreccia il mistero di un omicidio con l’ironia tipica di Steve Martin e l’originalità dei podcast crime .
Ambientata in un lussuoso palazzo dell’Upper East Side di New York, la storia segue tre inquilini improbabili: Charles (Steve Martin), Oliver (Martin Short) e Mabel (Selena Gomez), che si trovano per caso coinvolti nelle indagini sulla morte di Tim Kono, loro vicino di casa.
Uniti dalla passione per i podcast di cronaca nera, decidono di lanciare una loro serie per scoprire la verità e smascherare l’assassino che potrebbe ancora aggirarsi tra i corridoi del palazzo.

La serie, arrivata alla quarta stagione, creata da Steve Martin insieme a John Hoffman e prodotta da Martin, Short e Gomez, nasce da un’idea ispirata a giochi come Cluedo, dove i partecipanti devono scovare l’assassino attraverso deduzioni e supposizioni.
Inizialmente pensata per ruotare intorno a una trasmissione televisiva, il progetto ha assunto una veste più moderna quando si è scelto di usare la struttura del podcast, che rende la serie attuale e avvincente, collegando i personaggi al crescente fenomeno dei true crime podcast.
I personaggi di Only murders in the building
Ogni personaggio apporta una vena unica alla narrazione: Charles è un ex attore televisivo solitario, Oliver un regista teatrale fallito, e Mabel una giovane enigmatica dal passato complesso.
Questa dinamica genera momenti esilaranti e al tempo stesso macabri, rendendo Only Murders In The Building una commedia noir.
Tra ironia e suspense, Only Murders In The Building ha conquistato il pubblico grazie a una trama ben calibrata e a personaggi memorabili, dimostrando che, anche in un contesto di omicidi, c’è sempre spazio per un sorriso e una battuta.
Le guest star nella serie
Il cast è arricchito da guest come Sting, Amy Schumer, nella prima stagione, ognuno con ruoli che confondono le acque e aggiungono nuovi sospetti al mistero.

Nelle successive stagioni, arriveranno Paul Rudd, nei panni di Ben Glenroy, è la superstar – tra flashback e ricostruzioni del caso – indiscussa della première, ma il resto dell’annata orbita intorno a Meryl Streep nei panni di Loretta, un’attrice di teatro attempata che non ha mai visto il proprio talento riconosciuto.
Al centro della narrazione, lo spettacolo di Oliver, che spinge la serie in direzione di una travolgente parodia metateatrale che irride manie, idiosincrasie e narcisismo di chi ha dedicato la propria vita all’intrattenimento sul palco.

Se la Streep fa quello che fa sempre, ovvero essere impeccabile nel suo ruolo – qui quello della squattrinata, puntigliosa e soave Loretta -, lo show cambia, come accennato, direzione.
Il cambio di location è rinvigorente e dona un respiro più ampio a quella che è anche una celebrazione del fascino imperituro della Grande Mela.
Insomma vorremmo proprio che Only Murders in the Building non finisse mai.