Light
The Umbrella Academy – La risposta a The Boys

The Umbrella Academy – La risposta a The Boys

June 30, 2022 SocialStation 4 min read 2 views

Altro giro, altra corsa, altra apocalisse per i fratelli Hargreeves della Umbrella Academy. La terza stagione della serie Netflix riprende dall’ultimo cliffhanger: finiti in una linea temporale alternativa, i sei protagonisti devono ora fare i conti con la Sparrow Academy.

La nuova serie di episodi, distribuita da Netflix il 22 giugno, adatta il terzo e il quarto capitolo – Hotel Oblivion e Sparrow Academy – del fumetto creato da Gerard Way e Gabriel Brà.

E ora che succede?

La Sparrow è una versione rivisitata e corretta dell’Umbrella Academy. Sir Reginald Hargreeves spiega di aver fatto scelte diverse in questa linea temporale e di avere adottato sette bambini diversi, riuscendo così a mettere in piedi una vera e propria squadra di supereroi, riconosciuta e apprezzata, con tanto di fan urlanti alle finestre.

Cinque, Klaus, Allison, Diego, Luther e Viktor devono fare i conti con i risultati delle proprie azioni passate, in un mondo diverso da quello conosciuto e con una nuova apocalisse alle porte. Il loro arrivo, in una realtà in cui le loro madri sono state uccise misteriosamente prima della loro nascita, ha creato un paradosso che rischia di portare al collasso tutti gli universi alternativi esistenti.

Courtesy of Netflix © 2022

Una storia più intima

The Umbrella Academy rientra in quel filone narrativo dedicato agli antieroi, che tanta fortuna ha avuto e continua ad avere al cinema e nella serialità. V per Vendetta e Watchmen a parte, che del genere sono vangeli, basti pensare ai film su Deadpool o alla squadra protagonista della serie Amazon The Boys.

I membri dell’Umbrella Academy sono indisciplinati, hanno morali discutibili, finisco per salvare il mondo perché in pericolo ce l’hanno messo loro e non certo per chissà quale senso del dovere.

Vorrebbero solo starsene in pace, vivere una vita normale, calma, lontana da lotte per la sopravvivenza, distruzioni e catastrofi. Il bisogno di normalità è anche il motivo attorno cui ruota tutta la stagione, che più delle altre riflette sui personaggi e sulla loro necessaria evoluzione.

Courtesy of Netflix © 2022

Nei nuovi episodi, VIktor, il membro più potente dell’Umbrella Academy, prende coscienza della propria transessualità, abbandona l’identità di Vanya e si mostra ai fratelli (e agli spettatori) per quello che realmente è.

Un’evoluzione del personaggio annunciata, che si è resa necessaria perché lo stesso Elliot Page, interprete di Viktor, annunciò prima della produzione della terza stagione di essere un uomo transgender e di aver rinunciato al nome con cui era stato conosciuto fino a quel momento.

Ad Allison la stagione regala quello che, forse, è l’arco narrativo migliore. La donna deve fare i conti con una serie di perdite enormi e non riesce, a differenza degli altri, a trovare un motivo per adattarsi alla nuova realtà. Grazie ad Allison, The Umbrella Academy può fare quello che è necessario quando si racconta una famiglia: creare crepe, alimentare conflitti tra chi si ama.

I Boys di Amazon

The Boys e The Umbrella Academy corrono su binari paralleli. Due fumetti, due serie prodotte per piattaforme streaming concorrenti, due fenomeni distribuiti sempre a poca distanza l’uno dall’altro. In entrambi i casi, due gruppi disfunzionali alle prese con i casini prodotti dai propri poteri.

La serie Netflix non ha né la spregiudicatezza né la violenza di The Boys, ed è un merito. Non ha bisogno di alzare sempre l’asticella, per sorprendere un pubblico che ha già visto tutto e che si aspetta ogni volta di più.

The Umbrella Academy riesce a fare un passo indietro utile alla storia, per non rischiare di ripetere se stessa in un loop infinito che stanca gli spettatori e poi, inevitabilmente, li allontana. Rinuncia così a un cliffhanger finale netto, ma lascia i protagonisti in una situazione inedita, che può contemporaneamente aprire le porte a una serie di possibilità nuove o dare un senso di chiusura a questo punto necessario.