Turning Red è il 25esimo film Pixar ed arriva su Disney+ per parlarci dell’adolescenza.
Il film diretto dalla premio Oscar Domee Shi inizia come una divertente metafora della pubertà, ma fra comicità fisica in perfetto stile Pixar e uno storytelling emozionante, riesce ad essere molto di più di una metafora.

La storia di Red
Toronto, primi anni duemila. Meilin ‘Mei’ Lee è ragazza canadese di origini cinesi, in quella incasinata e splendida parte della vita fra essere una bambina e il diventare un’adolescente.
In una presentazione davvero esplosiva, Mei ci racconta di quanto lei e le sue amiche (Miriam, Pryia e Abby) sono speciali e non abbiano paura di farlo vedere.
Ma presto scopriamo che Mei diventa tutt’altra persona quando torna a casa da sua madre Ming, che gestisce un tempio in città e vuole proteggere la figlia a tutti i costi, e il padre Jin, che cucina in maniera celestiale. Nell’ambiente familiare Mei diventa compita e tranquilla, nascondendo le proprie passioni per paura di far dispiacere la madre.
Tutto cambia quando una mattina scopre di essersi trasformata in un gigantesco panda rosso. La vita di Mei non sarà più la stessa. Ma questo non deve per forza essere una tragedia: il film non tratta questa trasformazione come una ‘classica’ maledizione da invertire. Pixar ci ha abituato a prendere le proprie storie sul serio e Red non fa eccezione.
Perchè un panda rosso?
La regista ha parlato dell’immagine di purezza di questo animale e del fatto che il rosso era il colore dei suoi tredici anni: imbarazzo, desiderio, rabbia, passione.
L’idea del panda rosso mi è venuta perché volevo fare un film per quella me di 13 anni che stava lottando con il suo corpo e le sue emozioni e litigava con sua madre ogni giorno e voleva capire cosa stava succedendo, ma in un modo divertente, unico e magico», ha raccontato all‘Huffington Post la regista Domee Shi, prima donna a dirigere da sola un film in 36 anni di storia della Pixar.
Ma il gigantesco panda in cui Mei si trasforma non resta semplicemente una metafora per la pubertà. Anzi, dopo un’esilarante scena domestica e una scuola dove quel mix ormonale che ha messo in imbarazzo tutto noi quando avevamo l’età di Mei, la metafora evolve.

Una storia di amicizia e di famiglia
Il panda rosso resta qualcosa da nascondere solo fino a quando Mei non ne parla con le proprie amiche, che la accettano prima e dopo.
Ma non senza aiutarla a capire quando sbaglia. E sbagliando molto a loro volta: sono un gruppo di ragazze ‘vere’, che non diventa perfetto perché serve alla trama. Senza contare che i tratti caratteriali esagerati per risultare ancora più divertenti si combinano con grande alchimia.

Ma il panda rosso diventa un modo per Mei di mostrare se stessa. In tutte le sfaccettature più esplosive del proprio carattere. Che sa far ridere quando lascia andare il controllo da ‘brava ragazza’ ma che può diventare inappropriato o addirittura spaventoso, per la stessa ragione.
Ma la metafora del panda rosso serve anche a mostrare la dinamica fra madre e figlia in maniera genuina. Esagerata per effetto comico, ma mai forzata o poco credibile. Facendo quello che la buona narrazione deve sempre saper fare: sono storie peculiari, ma che parlano a tutti.
Le dinamiche fra Mei e sua madre Ming sono più tipicamente ‘femminili’ negli argomenti e nel modo in cui si relazionano. Ma la vergogna che si prova nel nascondere una cotta adolescenziale, o la rabbia che vorrebbe esplodere ma non può per evitare di ferire chi vi vuole bene, sono universali.

Perchè ci piace Red
Quello che ci colpisce è proprio lo sguardo di Turning Red, così moderno e originale: parla apertamente di mestruazioni , analizza in modo sfaccettato il rapporto madre-figlia e riesce a rendere il disagio femminile di crescere dovendo imparare a reprimere alcuni aspetti di sé, addomesticandoli.
Mostra anche il valore della sorellanza senza mai risultare stucchevole. Quella familiare, fatta di zie, nonne, mamme: rumorosa, a tratti dolorosa eppure così potente. E quella della scelta delle amicizie: sono le amiche di Mei che, accettandola sempre per quella che è, la aiutano a controllare il panda, è grazie a loro che sceglie di non voltare le spalle a ciò che è, nel bene e nel male
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