Rossella Siani è un architetto, dottore in tecnologia delle architetture, con un’esperienza in corso di didattica universitaria,che si occupa di artigianato digitale. Per me anche un modello positivo, a cui rivolgermi quando penso a cosa vuol dire “costruire”.
Ecco perchè l’ho intervistata, per farci raccontare la sua esperienza che sia di ispirazione per i giovani, per chi si approccia al mondo del lavoro e anche per chi come me, non ha idea di cosa sia un pattern, un FabLab e non ha mai preso una riga in mano, ma lei ha detto che posso farlo , ed io le credo.

Tra i tanti progetti ed attività di cui si occupa ci siamo concentrate in particolare su VAHA, Pattern your life e l’attività di docenza. Partiamo da VAHA, Di cosa si tratta?
Prima di tutto diciamo che Vaha significa Virtual Architecture Handicraft Art , è una piattaforma o meglio un contenitore, creato da Rossella Siani in collaborazione con Luigi Di Biasi, in cui si lavora per valorizzare le tecnologie della fabbricazione digitale per l’architettura, l’artigianato e l’arte. Ciò significa che è un luogo virtuale aperto a tutti coloro vogliano condividere e approfondire le loro conoscenze ed idee sulla fabbricazione digitale.

“L’artigiano digitale è una figura professionale 4.0 che unisce le competenze in materia di processi progettuali, software, macchinari, stampa 3D e design con la filosofia dell’artigiano, ovvero lontano dalle logiche dell’industria. Se l’approccio dell’industria è standardizzare, produrre in serie un solo oggetto, l’artigiano digitale può permettersi di creare un pezzo unico, in centinaia di varianti. Questo significa anche dare ampio spazio alla biodiversità della produzione, visto che potrebbero nascere, e già ce ne sono, FabLab ed ognuno può avere il suo mercato. Per fare un esempio pratico se ho bisogno di una lampada, o di una forchetta, un oggetto di uso comune, mi interfaccio con l’artigiano digitale della mia zona e la produrrà in base alle mie indicazioni ed esigenze. “Un vero e proprio ritorno in chiave tecnologica dell’artigianato quindi.
Dopo 10 minuti di intervista io ero già innamorata di questo mondo, ma più di tutto del suo modo di raccontarmelo, con l’amore e la passione di chi ha una visione globale di ciò che fa, ma che procede “mettendo un mattone sull’altro” per costruire qualcosa di concreto.
All’interno di Vaha troviamo una sinergia di persone che lavorano con lo stesso obiettivo, sperimentare. A proposito di persone, possiamo dire che si è creata una vera e propria Community che si interfaccia continuamente per scambiarsi idee, informazioni e progetti.
Uno di questi è Pattern your life, un progetto collettivo con 200 partecipanti e 10 FabLab, un evento disseminato in luoghi diversi quest’anno arrivato alla 2° edizione. E’ un concorso che valorizza la diffusione delle tecnologie innovative, in cui bisogna creare un pattern da stampare con la tecnologia digitale. Cos’è un pattern? “Un insieme di segni con struttura ripetitiva generato da una serie di dati disposti nello spazio o nel tempo” I pattern sono ovunque, dalla natura agli impianti urbanistici, pensiamo alle strisce delle zebre o alle trame dei tessuti per esempio. La cosa incredibile è il continuo scambio di energia che si crea con le persone,che mettono a disposizione sulla piattaforma i loro lavori, sempre consultabili. Il bando è ancora aperto e lo trovate qui sul sito di Vaha.

Altro progetto molto interessante è Emergency Design Challenge , nato proprio durante il lockdown nato per unire i progettisti, designer, artigiani digitali , architetti, maker, nello sviluppo di soluzioni progettuali per fronteggiare i disagi e le necessità legate all’emergenza che stiamo vivendo. Un progetto che incoraggia lo scambio e la condivisione di esperienze, confrontandosi anche con figure professionali complementari.

Tra un progetto e l’altro Rossella è anche docente all’Università , secondo lei l’energia di Vaha nasce proprio all’interno dei corsi che fa, un’energia fatta di relazioni e scambio di idee. Per Rossella il segreto è la partecipazione, mi ha detto ” Vuoi spegnere le persone? Digli cosa fare e come farlo”. La ricezione passiva non crea connessioni tra gli studenti e il docente, ma dargli un obiettivo a breve termine, con limiti ampi da la possibilità ai ragazzi di essere molto creativi e di imparare un metodo,ecco questo fa Rossella Siani come docente, insegna il metodo e non il percorso. Anche se i progetti che le hanno presentato non erano realizzabili non ha frenato gli studenti ma ha aspettato che si mettessero in gioco con la realtà e capissero da soli in che modo superare gli ostacoli. Spesso, mi ha detto, lei stessa ha imparato qualcosa di nuovo, un materiale di cui non conosceva l’esistenza,e l’ha aggiunto alla lista delle cose che ha appreso dall’esperienza sul campo.
Alla classica domanda progetti per il futuro, mi ha risposto che vorrebbe più tempo per dedicarsi a Vaha, costruire un e-commerce e trasformarla in quella che era la sua vocazione iniziale, una start-up, è tutto in divenire, un progetto alla volta, noi attendiamo gli sviluppi creativi seguendola sui social , anzi mi sono fatta invitare al prossimo evento in presenza per documentare il suo lavoro, mi ha lasciato con una frase che racchiude un po’ tutto quello che ci siamo dette:
” E’ possibile costruire qualcosa che ha il potere delle macchine ma l’unicità dell’artigianato”