Woman of the hour è il thriller di denuncia sociale, tratto da una storia vera disponibile su Netflix e che segna l’esordio alla regia di Anna Kendrick, che sembra proprio essere ” la donna dell’anno”.
Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Toronto, il film si muove tra vari generi, con una trama che mescola thriller, denuncia sociale e riflessioni sul femminismo.
La Kendrick, oltre a dirigere, veste anche i panni della protagonista Cheryl Bradshaw, una giovane aspirante attrice che negli anni ’70 si ritrova invischiata in un contesto di misoginia dilagante e di crimini efferati.
La storia di Woman of the hour
La storia si concentra sulla figura del vero serial killer Rodney Alcala, attivo nella Los Angeles del 1978, la cui terribile ondata di crimini fu agevolata dall’indifferenza e dai pregiudizi delle forze dell’ordine.
Il film segue tre livelli narrativi che si intrecciano: la vita frustrante di Cheryl, costretta a partecipare al quiz televisivo Il gioco delle coppie; i brutali delitti di Alcala, che violenta e uccide donne approfittando della sua immagine pubblica e del lassismo della polizia; e l’incontro tra Cheryl e Alcala, che avviene proprio durante la registrazione dello show.

Anna Kendrick mette in scena non solo un thriller inquietante, ma anche una critica aspra alla misoginia radicata nell’industria dell’intrattenimento e nella società dell’epoca.
Le umiliazioni che Cheryl subisce durante i provini, i commenti pesanti sul suo aspetto e le aspettative di scene di nudo sono solo alcuni dei momenti che mostrano il trattamento degradante riservato alle donne nel mondo dello spettacolo degli anni ’70.
Una delle scene più potenti del film vede Cheryl camminare da sola di notte, avvertendo di essere seguita perchè la suspense riesce a trasmettere l’angoscia tangibile e universale che molte donne hanno sperimentato almeno una volta nella vita.

Il mondo dello spettacolo è cosi cambiato?
Anche se l’attore Daniel Zovatto non somigli esattamente al vero Alcala, Zovatto riesce a trasmettere la duplice natura del killer: affascinante e seduttivo, ma al contempo sinistro e raccapricciante.
La regista Anna Kendrick evita con intelligenza il sensazionalismo tipico di alcuni thriller moderni, che feticizzano gli assassini seriali, concentrandosi invece sulla critica sociale.
Con Woman of the Hour si coniuga una riflessione acuta sulla misoginia con una narrazione avvincente, regalando al pubblico un thriller di grande impatto e profondità.
Ma il mondo dello spettacolo, in particolare di Hollywood sarà cosi cambiato?