Oggi sono stata a teatro, a Parigi. No, non sono “devenu fou”…l’ho fatto attraverso le parole di Fabio Marra attore, regista, osservatore dell’umanità. Una persona autentica che attraverso l’ironia mette in discussione argomenti di cui di solito evitiamo di parlare, per paura o semplicemente per ignoranza.
” A vent’anni partire da Napoli è stata una scelta difficile, ma ti mettono in condizione di farlo perchè nonostante il grande patrimonio artistico che abbiamo in Italia, la creatività viene limitata, rallentata e favore del trash o della televisione. Fa rabbia vedere questa enorme differenza con le altre città europee e non solo.” Queste sono le prime frasi che mi ha detto Fabio, partito del 2005 Napoli ma ce l’ha nel cuore e cerca di tornarci ogni volta che può, è andato in Francia a raccontare le sue storie sul palcoscenico.

La Francia ha un sistema per sostenere i lavoratori dello spettacolo, si chiama ‘”Intermittence” ed è nato per garantire a professioni per loro natura discontinue (audiovisivi e spettacolo) una protezione sociale che gli garantisca gli stessi diritti di un lavoro continuativo.
“Questo vuol dire che viene considerato e valorizzato anche il tempo che io impiego per creare l’opera, anche in quel momento io sto lavorando, e non solo il momento in cui vado in scena, questo dà valore al nostro lavoro, nell’aspetto creativo” mi racconta Fabio, e allo stesso tempo dà una sorta di “tranquillità” economica di base. Dare una dignità alla creatività, ai mesi in cui sta seduto a scrivere la sceneggiatura delle sue opere, che per inciso sono tradotte in 12 lingue, e non solo quando è il momento di calcare la scena. E’ come un continuum tra la creazione, la produzione e la messa in scena dell’opera. Come possiamo chiamarla? Civiltà? Valorizzare l’arte e gli artisti? Credere che la cultura fa la differenza? Per me anche tutte queste ipotesi messe insieme.
Ascolterei Fabio parlare di teatro per ore a ruota libera, ma qualche domanda gliel’ho fatta:
A chi ti ispiri?
” Alle persone, osservo la gente e nei momenti di difficoltà penso ad Eduardo ( De Filippo)”
Di cosa parlano le tue sceneggiature?
“Al centro metto le persone al margine, i discriminati e i dimenticati, da ragazzo se vedevo qualcosa di ingiusto cercavo di combatterlo, se qualcuno per strada veniva aggredito io intervenivo, adesso che parlo con te mi accorgo che metto in luce le ingiustizie nelle mie opere, per non chiudere gli occhi davanti a quello che per me è sbagliato”
Come mai secondo te ” Ensemble” più di altre opere ha riscosso tanto successo anche in Spagna, Grecia, Germania, Corea, e verrà prodotto anche in Italia?
“All’inizio nessuno voleva montarlo e co-produrlo , perchè parla di qualcosa che fa paura, la disabilità, l’handicap. Io ci ho creduto fortemente e ho insistito aldilà dei pregiudizi della gente, perchè la paura fa in modo che quella cosa non esiste, invece parlarne mi dà la possibilità di accendere un riflettore su un tema difficile ma reale. E alla fine ho fatto bene ad insistere, perchè c’è stato un enorme riscontro, le persone hanno bisogno che si parli di questo tema.”
Fare l’attore, cosa non può mancare per riuscirci?
” Prima di tutto il pubblico” dice ridendo… ” senza pubblico non andiamo da nessuna parte, ma in generale la fantasia e l’esigenza di cambiare attraverso il tuo racconto la visione delle persone”

Cosa consigli ai ragazzi che vogliono fare questo mestiere?
” Il primo consiglio è FALLO! Non aspettare che sia qualcun’altro a dirti che puoi essere un attore, fallo e basta. E poi unire i talenti, creare qualcosa che diventa necessario.”
Come ha fatto lui stesso con Carrozzone Teatro, fondato da lui nel 2007 e che ha prodotto i testi di cui è autore, regista e sceneggiatore.
L’ultimo lavoro di Fabio Marra si chiama ” Un pas après l’autre” nell’attesa di poterlo vedere dal vivo guardiamo un estratto del video del backstage, anzi ve lo scrivo in francese, come l’ha scritto lui sulla pagina Facebook:
“Un pas après l’autre, de Fabio Marra, en création. Voici un extrait vidéo du travail en cours de création de la pièce Un pas après l’autre. Filmé par Antonio Carola, qui a accepté de suivre cette première étape pendant plusieurs mois.Je remercie l’équipe des créatrices et des créateurs, qui ont apporté leurs connaissances et leurs savoir-faire.”