Roberto è il cortometraggio di animazione sul bodyshaming che in soli 9 minuti ti commuoverà.
Puoi averne conferma cliccando qui e vedendolo ovviamente, gratis.

Spoiler
Un filo per stendere il bucato unisce le finestre del piccolo Roberto e della sua vicina.
Il bambino cerca di impressionarla con un disegno ma, vedendosi ritratta, lei soffre avvertendo l’incolmabile divario con l’immagine che ha di sé.
15 anni dopo, Roberto è diventato un pittore ed è ancora innamorato di lei, che ancora si nasconde, vergognandosi del suo corpo.
Il vecchio filo da bucato è l’unico modo per comunicare e il giovane usa la sua arte per convincere l’amata ad affrontare i propri mostri una volta per tutte…
Prende il via da queste premesse il corto animato : una storia romantica che osserva e interpreta, attraverso gli occhi dell’infanzia, il dramma di sentirsi a disagio con il proprio corpo.
Quante volte non ci rendiamo conto di quanto i canoni estetici imposti dalla società ci feriscono e ci impediscono di guardare a noi stessi e agli altri con amore e gentilezza, amandoci per quelli che siamo
Il cortometraggio “Roberto”, è l’opera prima della regista spagnola Carmen Cordova, che ha scelto il cartone animato per mandar un messaggio importantissimo

Roberto è una dolcissima storia d’amore fra due bambini che diventano adulti insieme e che insieme affrontano i propri fantasmi.

Credo nel cinema come strumento di trasformazione sociale e so che i grandi cambiamenti sono lenti e difficili, ma anche che sono fatti di piccoli passi.
Le parole della regista Carmen Cordova
I premi vinti da Roberto
Il film ha vinto più di 160 premi e più di 350 selezioni in festival nazionali e internazionali, inclusi 11 festival di qualificazione per gli Academy Awards.
E’ stato candidato per il miglior cortometraggio d’animazione ai Goya Awards 2021 e uno dei 3 finalisti per il miglior cortometraggio ai Quirino Awards 2021 per l’animazione iberoamericana.
Sul sito , che trovi qui ci sono gli storyboard e i disegni originali, l’elenco lunghissimo dei premi vinti e l’intervista integrale alla regista.
Noi ci siamo commossi e consigliamo di vederlo, è un piccolo gioiello che accende i riflettori sulla gravità dei disturbi alimentari e del body shaming, troppo spesso sottovalutati.