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The Dropout – La vera storia di una truffa ridicola

The Dropout – La vera storia di una truffa ridicola

July 28, 2022 SocialStation 8 min read 2 views

The Dropout dimostra che la realtà supera la fantasia.

La miniserie – distribuita interamente sulla piattaforma streaming Disney Plus – racconta l’ascesa e la rovinosa caduta di Elizabeth Holmes, condannata per frode e associazione a delinquere nel gennaio di quest’anno.

Nel 2019 la produttrice Rebecca Jarvis e l’ABC News Nighline produssero un podcast sulla vicenda, intitolato The Dropout, con interviste alla stessa Holmes e ad altri personaggi coinvolti: Ramesh “Sunny” Balwani, Christian Holmes e i membri del consiglio di amministrazione di Theranos, l’azienda multimiliardaria fondata dalla ragazza e al centro dello scandalo che l’ha coinvolta.

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Il successo del podcast convince Jarvis a realizzare una serie tv omonima, grazie anche all’interessamento della casa di produzione Searchlight Pictures, della Disney e dell’attrice Kate McKinnon. A interpretare Elizabeth Holmes è Amanda Seyfried, che per il ruolo ha ottenuto una nomination agli Emmy.

Una storia ridicola

È il 2004. Elizabeth Holmes studia ingegneria chimica a Standford, ma ha fretta di avere successo, potere, influenza. Ammira Steve Jobs, ne copia l’atteggiamento e il look, finge addirittura una voce baritonale che non ha davvero. Lascia l’Università, per fondare un’azienda di tecnologia sanitaria con i fondi per le tasse scolastiche, e registra il marchio Theranos.

La sua idea è quella di produrre un dispositivo con il quale estrarre da una piccolissima goccia di sangue il maggior numero di dati possibili, per diagnosi mediche e consulti. Theranos è in grado di attrarre, in pochissimo tempo, una quantità di investimenti enormi: alla fine del 2004 Holmes riesce a raccogliere 6 milioni di dollari, ma nel 2010 ne diventano 92.

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Appare sulle copertine di Fortune, New York Times e Forbes, che la nomina la “più giovane miliardaria fatta da sé de mondo”. Nel consiglio di amministrazione di Theranos entra George Shultz, ex Segretario di Stato americano. Entra in contatto con Henry Kissinger, Bill Clinton, Joe Biden.

L’ascesa e la caduta

Nel 2015, a soli trent’anni, Elizabeth Holmes è all’apice del suo potere. Theranos, intanto, ha raggiunto un valore di 9 miliardi di dollari. C’è un solo problema: i test che vengono effettuati nei laboratori dell’azienda falliscono, il dispositivo che nelle intenzioni della donna dovrebbe cambiare il volto dell’assistenza medica non funziona.

The Dropout è la storia di un inganno. Elizabeth Holmes sta infatti ingannando tutti, dai finanziatori all’opinione pubblica. John Carreyrou, giornalista del Wall Street Journal, lo scopre grazie a una soffiata, indaga e pubblica nell’ottobre 2015 un articolo in cui rivela che i risultati delle analisi del sangue fornite da Theranos sono inaccurati.

Avanti veloce: il 15 giugno 2018 l’Ufficio del procuratore degli Stati Uniti a San Francisco conclude le indagini sul caso e incrimina Elizabeth Holmes con l’accusa di aver frodato investitori, medici e pazienti.

L’incubo americano in The Dropout

L’Elizabeth Holmes che ci viene raccontata in The Dropout è anche – soprattutto, forse – vittima di se stessa, delle proprie ambizioni e di un contesto socio-culturale senza riferimenti. Amanda Seyfried è incredibile nel mostrare tutte le debolezze della donna, lo spaesamento mascherato da determinazione.

La realtà è che il più delle volte Elizabeth Holmes non sapeva cosa stesse facendo. Non era un medico, non era un ingegnere chimico, non era una imprenditrice. Aveva carisma, un’idea, il volto giusto. Com’è possibile che in così tanti abbiano ceduto milioni e milioni di dollari a una ragazza ventenne, senza avere le dovute rassicurazioni, senza fare le giuste indagini, rimane però a oggi un mistero. Com’è possibile che sia potuto succedere, com’è possibile che un sistema abbia così pochi anticorpi.

The Dropout allora è anche una storia sulla sete di potere. C’è qui un’intera generazione cullata nell’illusione del sogno americano e che invece ha fatto parte di un incubo, perché le distorsioni del sistema sono insostenibili, la retorica fallace, i punti deboli troppi. Allo spettatore rimane l’immagine di un’America più vera del solito, ritratta al suo peggio e con tutte le sue contraddizioni.

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