Una piccola barca si avvicina al molo, rallenta e lascia scendere – non senza qualche difficoltà – un gruppo di ricconi divertiti. Ad attenderli, con tanto di champagne, lo staff del resort che li ospiterà per una settimana. Iniziano così entrambe le stagioni di The White Lotus, l’ennesimo successo targato HBO: una di quelle serie capaci di farsi notare grazie all’apprezzamento del pubblico e al passaparola.
Il fenomeno
Per capire la portata del fenomeno, basti pensare che The White Lotus è stata la protagonista dell’ultima stagione dei premi, riuscendo a portare a casa 10 Emmy Award, su 20 candidature, tra cui quelle per la miglior mini-serie, la miglior regia, la miglior sceneggiatura e la miglior colonna sonora.
La serie – di cui Mike White è unico regista e autore – è una feroce satira sociale sull’alta borghesia americana. Il White Lotus è un lussuoso resort a cinque stelle, che per una settimana ospita una galleria di personaggi nevrotici, gretti, volgari e annoiati. Nel corso del soggiorno, ognuno di loro finirà per fare i conti con le proprie miserie, scontrandosi spesso con gli altri ospiti o con il personale dell’hotel.
Nelle intenzioni del suo autore, in realtà, lo show sarebbe dovuto essere il racconto della luna di miele di una coppia di neo-sposi, seguendo il vecchio adagio secondo cui ci si conosce davvero solo dopo aver viaggiato insieme. In fase di scrittura, Mike White ha iniziato a riflettere sull’importanza del denaro nelle relazioni, non più solo quelle affettive. Quali dinamiche – deve essersi chiesto – si creano tra chi i soldi ce li ha e chi no? Da qui, l’intuizione di ambientare la storia in un resort di lusso e quella di analizzare i rapporti tra ospiti e staff.
Il successo della prima stagione, poi, ha fatto il resto: da mini-serie, The White Lotus è diventata una serie antologica, con un’ambientazione e un cast diverso ogni anno, e dalle calde spiagge delle Hawaii si è passati a quelle siciliane.

La novità italiana
L’ambientazione siciliana della seconda stagione – e parte del cast italiano, con dialoghi in italiano – ha aggiunto un elemento di novità che ha permesso alla serie di distanziarsi dalla stagione precedente, pur rispettandone il canovaccio.
Raramente s’è vista un’Italia così ben raccontata, senza mai cadere nello stereotipo, pur non rinunciando a rappresentarne le bellezze tipiche. In The White Lotus c’è mare, tantissimo mare, ma ci sono anche Palermo, Taormina, Noto, le spiagge, il cibo, la musica. C’è tutto quello che si può aspettare dall’Italia, ma l’occhio di Mike White riesce a farlo con una poesia d’altri tempi.
I temi
A proposito della seconda stagione, White ha dichiarato:
“La prima stagione ha messo in evidenza il denaro, mentre la seconda è dedicata al sesso”.

Harper (Aubrey Plaza) e Ethan (Will Sharpe) sono una coppia che si considera perfetta, che guarda alle altre con supponenza, ma senza mai alcun tipo di fisicità. Cameron (Theo James) e Daphne (Meghann Fahy), al contrario, sono estremamente fisici, ma più distanti di quanto vogliano ammettere. Bert, Dominic e Albie Di Grasso (Adam DiMarco) – nonno, padre e figlio – arrivano in Sicilia per scoprire le proprie origini italiane.
Lucia e Mia sono due ragazze siciliane disposte a tutto pur di ottenere quello che desiderano. Valentina, interpretata da Sabrina Impacciatore, è invece la direttrice del White Lotus. Impacciatore, per il ruolo, ha ricevuto il plauso della critica americana ed è ospite di alcuni dei più importanti late show del paese.
Ognuno di loro trova nel sesso la chiave per un cambiamento, nel bene e nel male. Alla fine della settimana, nessuno dei personaggi sarà più lo stesso e porterà a casa nuove consapevolezze.
Jennifer Coolidge è l’unico membro del vecchio cast che torna in questa nuova stagione, e guardando la serie se ne capisce anche il perché. L’ingenuità della sua Tanya, persino la purezza, è un contraltare perfetto alle meschinità degli altri personaggi, autolesionisti e persi tra le proprie brutture. Non c’è un personaggio che può rappresentare il punto di vista dello spettatore, ma Tanya può sicuramente avvicinarsene.